Calmet, Michelangelo – Vescovo (Pianiano,  21 nov. 1771 – Roma,  8 ago. 1817).

La sua famiglia era albanese, di Scutari (il padre era Nicola e la madre Domenica Sterbini) e si era stabilita a Pianiano nel 1756; era infatti fuggita alle persecuzioni religiose da parte dei Turchi insieme ad altre famiglie stabilitesi ivi grazie a don Stefano Remani, parroco «direttore» della colonia. Michelangelo studiò dopo il 1785 a Roma nel Collegio di Propaganda Fide e fu ordinato prete il 19 marzo 1796; fu chiamato a tutelare la comunità di albanesi di Pianiano; divenne arciprete in Ischia di Castro nel 1804 e vi rimase fino al 1815. Fedele al papa, rifiutò di prestare giuramento a Napoleone (6 ago. 1810), per cui fu mandato in esilio in Corsica; con lui fu deportato il conterraneo monsignor Mario Baldeschi (1747-1825) che era stato nunzio apostolico a Madrid. Tornato a Ischia nel 1814, gli furono tributati grandi festeggiamenti dalla popolazione. Prima della sua deportazione aveva avuto una parte di grande rilievo nel conflittuale rapporto che i coloni albanesi rimasti a Pianiano avevano avuto sia con la Congregazione di Propaganda Fide che con la Camera apostolica e infine con gli enfiteuti Stefano e Maria Domenica Mida senza riuscire però ad evitare che i coloni abbandonassero prima Pianiano per cercare lavoro nei paesi vicini e poi a lasciare del tutto lo Stato pontificio.

Fu molto stimato dal conterraneo cardinal Giovanni Castiglioni, che certamente caldeggiò la sua promozione a vescovo di Pulati in Romania, avvenuta pochi giorni dopo la morte del cardinale (1815), dove non prese possesso della Diocesi per difficoltà insorte con quelle autorità. Grande devoto di sant’Ermete martire, compose durante l’esilio un inno latino in onore del santo insieme ad altre composizioni in italiano e in latino a lui dedicate. Curò molto la chiesa della Madonna del Giglio, per la quale fece fare le immagini votive da distribuire al popolo durante le feste in suo onore; vi fece dipingere un affresco e costruire la Via Crucis lungo la strada che conduce alla chiesa, dotandola inoltre di varie suppellettili religiose. Il 22 luglio 1816 fu consacrato vescovo di Ripatransone ma poco più di un anno dopo moriva a Roma.

BIBL. – R. Veccia, Biografia di Monsignore Michel Angelo Calmet, Ripatransone 1872; Stendardi 1969, pp. 148-149; Andrea Donati, Un vescovo nativo dì una colonia albanese nel Lazio, Michelangelo Calmet (1771-1817), in «Accademia d’Italia, Centro di stu­di per l’Albania», IV, fasc. 1-2, 1943, pp. 110-114; Angelucci 1985-86, pp. 67, 70; I. Sarro, Pianiano. Un insediamente albanese nello Stato pontificio, Viterbo 2004; Id, L’insediamento albanese di Pianiano. Nuova edizione, Viterbo 2013; HC, vol, VII, p. 315, 324.

[Scheda di Orietta Sartori – Ibimus; integrazione di Luciano Osbat – Cersal]