Cencelli Giuseppe – Senatore (Fabrica di Roma, 16 sett. 1819 – ivi, 22 marzo 1899).

Nacque dal conte Carlo e da Anna Leali, da famiglia originaria del viterbese attestata a Fabrica dalla metà del XV secolo. Dopo la laurea in giurisprudenza intraprese a Roma la professione forense. Nel 1848 combatté in Veneto come sottotenente di cavalleria del corpo pontificio; ferito nelle battaglie di Treviso e Vicenza, venne promosso al grado di tenente. Partecipò alla difesa della Repubbli­ca Romana nel 1849 come comandante di uno squadrone di cavalleria, guadagnandosi il grado di capitano.

Con la restaurazione papale, sorvegliato dalla polizia pontificia, si ritirò a Fabrica dove si occupò della gestione del patrimonio terriero di famiglia, continuando però ad esercitare la professione legale. Nel 1858 sposò Albina Polidori. Con l’annessione del Lazio all’Italia, nell’XI legislatura (1870-1874) venne eletto primo deputato del collegio di Viterbo; militò nella sinistra costituzionale e ricevette la riconferma dall’elettorato fino al 1876 (XII-XIII legislatura). Convinto della necessità di promozione delle autonomie locali, C. fu in forte contrasto con il governo Lanza, che non esitò a criticare duramente nelle sedute parlamentari per il de­classamento delle province laziali riportate sotto l’unica provincia di Roma e soprattutto per gli aggravi fiscali che impoverivano oltremodo un’economia già in difficoltà. La sua mozione contraria all’applicazione nel Lazio della perequazione fondiaria venne parzialmente accolta.

Membro della commissione di vigilanza sulla Giunta liquidatrice dell’Asse ecclesiastico di Roma (XIII legislatura), C. si batté in Parlamento per il suo collegio caldeggiando una linea ferroviaria principale; nel 1876, il lungo iter per un raccordo ferroviario che doveva collegare la Tuscia prese l’avvio dopo la visita in città del ministro Zanardelli. Dal 1870, inoltre, C. fu membro del Consiglio Provinciale di Roma, che presiederà dal 1873 al 1881, e nel quale rimarrà consigliere fino al 1889 (tre anni dopo nello stesso Consiglio gli succedeva il figlio Alberto).

Nominato senatore nel 1879, partecipò attivamente ai lavori dell’assemblea, mostrando sempre una particolare sensibilità per le tematiche locali, con particolare riguardo per la zona laziale. Fu Segretario del Senato dal 1886 al 1896 (XVI-XIX legislatura) e Vicepresidente per il Lazio della Società generale dei viticoltori italiani istituita nel 1884; morì a Fabrica.

BIBL. – Signorelli, III/2, p. 518; Bruno Di Porto in DBI, 23, pp. 506-507; Angeli 2003, pp. 124-125 (sulla famiglia Cencelli pp. 123-125, 650-652, con bibl. e rif. alle fonti d’archivio).

[Scheda di M. Giuseppina Cerri-Isri]