Guglielmi, Felice – Amministratore (Civitavecchia, 11 feb. 1813 – ivi, 23 marzo 1893).

Nacque da Giulio e da Francesca D’Ardia in una famiglia di origine umbra trasferita a Civitavecchia dalla seconda metà del Settecento, importante per possedimenti terrieri e attività imprenditoriali. La stabilità economica e la consistenza del patrimonio familiare fecero dei Guglielmi una delle famiglie più in vista della città sin dai primi anni dell’Ottocento: Giulio ricoprì la carica di gonfaloniere di Civita­vecchia per tre volte (nel 1816, dal 1821 al 1822 e dal 1831 al 1834) e ottenne l’iscrizione al ceto nobile; Benedetto, fratello di Felice, avveduto imprenditore e proprietario di vasti e redditizi possedimenti nella zona di Montalto, ricoprì a sua volta l’incarico di gonfaloniere dal 1838 al 1839, passando poi alla deputazione provinciale.

A venticinque anni Felice accettò il primo incarico amministrativo come membro della commissione incaricata della revisione del progetto del De Rossi per la costruzione del teatro comunale. L’inaugurazione del teatro avverrà nel 1844, anno in cui Felice fu nominato per la prima volta gonfaloniere di Civitavecchia, carica che ricoprirà fino al 1847. Numerose in questi anni furono le iniziative tese a promuovere la crescita economica e sociale della città, tra cui la fondazione della Cassa di risparmio di Civitavecchia (della quale rimase primo presidente fino al 1861, ricoprendo poi fino alla morte la carica di tesoriere), la cura per un’organizzazione scolastica efficace (chiamò nel 1844 i padri Dottrinari affinché istituissero in città istituti d’istruzione per i giovani). Per conto della municipalità seguì nel 1848 il progetto per la ferrovia Roma-Civitavecchia, infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico del porto e delle attività commerciali. Nello stesso anno entrò a far parte del Consiglio dei deputati e con l’avvento della Repubblica Romana, in qualità di anziano del Municipio, affiancò il pre­side Mannucci nel governo della città fino allo sbarco delle truppe inviate dalla Francia per il ripristino del potere temporale del pontefice.

Dopo la caduta della Repubblica collaborò con le truppe occupanti e riprese senza apparente difficoltà la carriera pubblica: nel 1850 fu membro della Commissione amministrativa provinciale della deputazione di Civitavecchia e della Commissione di statistica provinciale per lo studio della situazione economica dello Stato Pontificio. Fu di nuovo nominato gonfaloniere dal 1853 al 1857: in quest’anno accolse solennemente in città Pio IX, in visita per benedire la prima pietra della nuova stazione ferroviaria sulla linea Roma-Civitavecchia (ultimata dopo due anni). Nel sett. 1870, dopo l’entrata delle truppe italiane a Civitavecchia, fu designato dalla popolazione a far parte della Commissione municipale provvisoria, quindi eletto al Consiglio comunale e a quello provinciale per il mandamento di Civitavecchia nelle consultazioni del 13 novembre. Primo nella terna proposta dal governo per la carica di sindaco, rifiutò per motivi personali la designazione a primo cittadino e non accettò di far parte della Giunta in qualità di assessore. Per pochi mesi, nel 1871, ricoprì invece la carica di presidente della locale Camera di Commercio, dedicandosi in particolare alla realizzazione dell’asilo infantile «Regina Margherita».

Morì a ottanta anni, destinando nelle disposizioni testamentarie un’ingente somma a favore dei bisognosi della città; fu sepolto nella cappella gentilizia da lui stesso fatta costruire nella chiesa di S. Maria dell’Orazione a Civitavecchia. Si deve ai Guglielmi anche un’intensa attività negli scavi archeologici alla ricerca di testimonianze della civiltà etrusca, in particolare nella tenuta di Camposcala presso Vulci, in enfiteusi perpetua dal 1839 e acquistata da Felice e dai nipoti Giulio e Benedetto nel 1862 (a quell’anno risale la concessione del titolo marchionale). Buona parte della collezione etrusca proveniente da Camposcala si trova oggi ai Musei Vaticani, ai quali Benedetto la donò nel 1935; altro materiale andrà ad arricchire le collezioni del Museo Nazionale Romano e di quello di Civitavecchia. Altrettanto intensa l’attività di scavo promossa nel possedimento di Isola Sacra, acquistato nel 1831: da questa località provengono i tre blocchi di marmo donati al pontefice dai fratelli Guglielmi e utilizzati per la costruzione del basamento della colonna dell’Immacolata Concezione elevata a Roma nel 1856.

BIBL. – Enrico Ciancarini in DBI, 60, pp. 720-721 (con rif. a doc. d’archìvio e bibl.).

[Scheda di M. Giuseppina Cerri – Isri]