Paolucci, Giovanni Battista – Vescovo (Saltara, 15 nov. 1833 – Viterbo, 9 nov. 1892).

Nato in una modesta famiglia a Saltara nella Diocesi di Fano, dopo aver studiato nel Seminario diocesano si trasferisce nel Seminario Piano a Roma e qui viene ordinato sacerdote nel 1857. Laureato in teologia e in utroque iure fu prima insegnante di teologia nel Seminario di Fano poi fu creato canonico della stessa cattedrale e infine Vicario generale nella sua Diocesi. Fu creato vescovo di Nepi e Sutri nel 1876, nel 1878 trasferito alla sede titolare di Adrianopoli e fatto Amministratore apostolico della Diocesi di Perugia (di cui era stato vescovo sino ad allora il papa Leone XIII). Il 27 febbraio 1880 viene trasferito alla Diocesi di Viterbo-Tuscania dove entra il 4 aprile.

Nel 1881 da l’avvio ad una minuziosa Visita pastorale e dedica le sue cure alla riorganizzazione del Seminario diocesano che separa dalla scuola-convitto e che dota di nuovi locali, di un osservatorio meteorologico e di una serie di nuovi insegnanti di elevate capacità (tra i quali Simone Medichini, Eutizio Parsi, Francesco Ragonesi). Fu sua cura aprire anche il “Piccolo seminario” per alunni poveri presso la parrocchia di S. Leonardo per favorire le nuove vocazioni che cominciavano a rarefarsi. Nel 1884 fu fatto Amministratore apostolico dell’Abazia di San Martino al Cimino che da allora, di fatto, sarà sempre sotto il governo dei vescovi di Viterbo-Tuscania. Tentò di far riaprire al culto la chiesa di S. Maria in Gradi rimasta chiusa dopo le soppressioni post-unitarie ma senza successo. Si potè solo trasportare in S. Francesco (che era ritornata al culto) il monumento di Clemente IV ed altri manufatti presenti nella chiesa dei Domenicani. Fu autore di diverse Lettere pastorali e fu ricordato pure per i suoi discorsi nelle accademie destinate alla celebrazione le memorie di s. Tommaso, di s. Carlo Borromeo o per festeggiare il papa regnante già studente nel seminario viterbese.

Negli ultimi anni alcuni suoi provvedimenti nella provvista delle parrocchie gli avevano alienato una parte del clero. Soffriva di ulceri allo stomaco e questo lo portò alla fine dei suoi giorni quando non aveva ancora sessanta anni. Morì il 9 novembre 1892 e fu sepolto nella Cappella del clero nel Cimitero di San Lazzaro. Lo ricorda un ritratto nel Palazzo vescovile di Viterbo.

BIBL. – HC, VIII, p. 409, 448, 593; Signorelli, vol. III, p. II, pp. 527-535; G. Giontella, Cronotassi dei vescovi della diocesi di Tuscania, in “Rivista storica del Lazio”, anno V (1997), n. 6, pp. 68-69; F. Pietrini, I vescovi e la diocesi di Viterbo, Viterbo 1949, pp. 110-112.

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]