Marescotti, Sforza I – Feudatario (1510 ca. – 1538)

Era figlio di Marcantonio e di Ottavia Orsini e quindi nipote di Vicino Orsini, signore di Bomarzo, e di Giulia Farnese. Aveva intrapreso la via delle armi e combattuto negli eserciti imperiali. Nel 1531 aveva sposato Ortensia Baglioni e aveva avuto il figlio Alfonso (v.)  che aveva sposato Giulia Baglioni. Figlio di Alfonso e Giulia sarà Marcantonio (v.) che poi sposerà Ottavia Orsini.

Vignanello – che apparteneva allora alla Camera Apostolica – era stato istituito in feudo il 28 aprile 1531 da Clemente VII per Beatrice Farnese, vedova di Antonio Baglioni. Morto il marito, Beatrice era entrata in possesso del feudo con l’impegno a rispettare una serie di capitoli che la comunità aveva proposto a salvaguardia delle proprie “libertà” (nel 1523 era avvenuta una sommossa contro il governatore del tempo, Domenico Capodiferro). Era morta poco dopo, probabilmente all’inizio del 1536 perché a quella data troviamo signora di Vignanello la figlia Ortensia con il marito Sforza Marescotti.  Nel 1532 l’imperatore Carlo V aveva concesso il titolo di marchese di San Martino in Romagna a Sforza I in riconoscenza dei servigi e delle imprese combattute al suo fianco e pochi anni dopo Paolo III aveva nominato Sforza I e Ortensia conti di Vignanello attribuendo loro una serie di diritti e di proventi che in passato erano stati attribuiti alla Comunità. Nell’agosto del 1638 Sforza venne assassinato e l’accusa venne mossa ad alcuni vassalli del conte e ad altri complici. Ortensia era rimasta amministratrice per conto dei figli Alfonso e Beatrice e nel 1539 si era giunti ad una nuova “concordia” tra signori di Vignanello e vassalli con l’obiettivo di ristabilire la pacifica convivenza. Ortensia a quel punto aveva sposato in seconde nozze Girolamo da Marsciano e, morto anche questi, Ranuccio Baglioni che fu a sua volta ucciso il 18 settembre 1553 E ad essere accusati furono ancora una volta uomini di Vignanello con qualche complicità da parte della stessa Ortensia che infatti per quattro mesi fu chiusa in Castel Sant’Angelo. Una volta ancora Ortensia riuscì a liberarsi dalle accuse e continuò a governare Vignanello fino al 1566-1567 quando anche il titolo del feudo passò ad Alfonso insieme con i diritti sul castello di Parrano.

BIBL. – F. T. Fagliari Zeni Buchicchio, Giacinta Marescotti e la sua famiglia, in Santa Giacinta Marescotti. Atti delle giornate giascintianre, Viterbo, Palazzo papale, 25-26 maggio 2007, Viterbo 2008, pp. 33-42.; M. C. Cola, I Ruspoli. L’ascesa di una famiglia a Roma e la creazione artistica tra Barocco e Neoclassico, Roma, 2018, passim; C. Iuozzo, Feudatari e vassalli a Vignanello. Un caso di lotta politica e giudiziaria nella seconda metà del Cinquecento, Viterbo, 2003, passim.

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]