Chiesa parrocchiale dei SS. Vincenzo e Liberato
Già nell’820 si ha notizia di un monastero di S. Liberato[1], titolo con il quale nelle Rationes decimarum Italiae del 1274-1280 è ricordata la chiesa principale. Nel 1290 i signori del Castello di Mugnano posano la prima pietra della “cattedrale di S. Liberato”[2]. Rettangolare, a volta, con tribuna a pianta quadrata e un campanile ricavato da una torre civica[3]. Nel 1573 la chiesa è descritta a navata unica, con due altari: l’altare maggiore e l’altare della Madonna[4]. Dal 1592 è citata col nome di S. Vincenzo e Liberato e risulta amministrata dalle società della Misericordia del Sacramento e del SS.mo Rosario. Già in questi anni evidentemente l’edificio necessita di piccoli interventi di ristrutturazione: nel 1592, si consiglia di imbiancare le pareti. Passa circa un secolo e il terremoto del 1703 mina notevolmente la stabilità della chiesa[5] e la parrocchia viene temporaneamente trasferita nella chiesa della Misericordia: il vescovo, nelle visite pastorali, emana una serie di disposizioni per la ristrutturazione dell’edificio; nel 1710 si ricomincia ad edificarla grazie all’intervento del marchese Orsini, utilizzando le elemosina della Camera Apostolica e l’aiuto del popolo. La morte dell’Orsini lascia la chiesa sospesa; i lavori riprenderanno qualche anno dopo e termineranno nel 1774[6]. Già 1771 si dice “…jam incepta sit fabrica ad complendam novam Ecclesiam Parochialem …” e, nel 1789, è nuovamente descritta in buono stato di conservazione. Consacrata nel 1848 da Cantimori[7]. Da quella data e per tutto il XIX secolo la chiesa è descritta in ottime condizioni e ben fornita di tutto il necessario per le celebrazioni[8]. Nel 1896 però viene nuovamente restaurata grazie ai proventi del beneficio di S. Lucia concesso in enfiteusi perpetua al comune di Bomarzo[9].
Fonti archivistiche
L’Archivio: alla fine del ‘500 sono già presenti libri dei beni e dei legati e si dispone di tenere anche i libri dei battezzati e dei matrimoni[10]. Nel 1599 si elencano libri di Battesimi, Matrimoni e Morti. Nel 1796 si aggiungono i legati e libri di amministrazione delle Società della Misericordia, dei SS. Vincenzo e Liberato, del Sacramento, del Rosario[11]. Nel 1882 sono conservati un “Libro del Purgatorio” e libri delle messe celebrate, libri di amministrazione della Compagnia di S. Liberato e libri di amministrazione della chiesa di S. Lucia[12].
L’Archivio parrocchiale dei SS. Vincenzo e Liberato oggi conserva: libri dei battesimi (2 u.a., 1631-1871), libri dei matrimoni (1 u.a., 1634-1931), libri dei morti (2 u.a., 1634-1871), stati delle anime (1 u.a., 1641-1939), libri di messe (1 u.a., 1828-1847), catasto e inventario (1 u.a., 1646-1743).
L’Archivio della Curia vescovile di Bagnoregio conserva carte relative alla parrocchia dei SS. Vincenzo e Liberato: Clero e religiosi (1605-1809); Cura (1573-1877); Amministrazione (6 u.a., 1720-1976); Cause civili (1638-1884); Benefici cappellanie (2 u.a., 1593-1894); Confraternite (1753-1844); Corrispondenza (4 u.a., 1816-1983); Privati (2 u.a., 1591-1860); Comunità (1694-1868); Varie (1915-1939); Elenco dei terreni responsivi della Arcipretura di Mugnano (1887); Stato patrimoniale (1902-1929); Usi civici (1929-1931); Riposta ai quesiti S. C. Concilio (1929); Atto di stima del materiale legnoso traibile dal taglio di un bosco di proprietà della parrocchia (1934); Relazione di stima affrancamento terreno (s.d); Riconsegne benefici (1967-1977); beneficio di S. Pasquale (1973-1976).
[1] M. Fordini Sonni, G. Maccuoli, L. Settini, Stemmi e gonfaloni della Teverina, Grotte di castro, 1993, p. 96.
[2] Ibidem, p. 96.
[3] Cedido, Archivio della Curia vescovile di Bagnoregio, Sezione parrocchie, serie Mugnano, Appunti don Righi [dattiloscritto].
[4] Nella chiesa sono citati numerosi altari, alcuni dei quali restano elencati nelle descrizioni dell’edificio solo per pochi anni, poi, probabilmente, cambiano intitolazione: l’Altare maggiore (già sotto l’invocazione di Maria SS.ma, poi intitolato a S. Caterina) amministrato dalla Società del Sacramento. Nel 1712 vi risiede anche la Società di S. Giovanni Decollato o Misericordia (Cedido, Archivio dell’antica diocesi di Bagnoregio (AVB) serie visite pastorali, visite 1576, c. 165; 1636, c. 26v; 1654, c. 71v; 1681, c. 171; 1706, c. 210; 1722, c. 205; 1736, c. 201v; 1755-57, c. 69; 1771, c. 476; 1796, c. 46v; 1800-01, c. 349v). L’Altare del SS.mo Crocifisso è citato nel 1592 ma non nelle relazioni degli anni successivi (Cedido, AVB, visita 1592, c. 196v). L’Altare di S. Maria SS.ma: citato nel 1576 quando si dispone di collocarvi un quadro della Assunzione della Beata Vergine Maria (Cedido, AVB, visite 1576, c. 165; 1618, c. 128; 1636, c. 27). L’Altare della SS.ma Concezione di Maria è citato nel XVII secolo (Cedido, AVB, visite 1636, c. 27; 1681, c. 171v). L’Altare di S. Geronimo: citato nel 1576 (Cedido, AVB, visita 1576, c. 165), spetta al Seminario di Bagnoregio (Cedido, AVB, visita 1681, c. 171v). Nel 1592 se ne dispone un restauro (Cedido, AVB, visite 1592, c. 196v; 1599, c. 59v; 1605, c. 155; 1618, c. 128; 1636, c. 27; 1654, c. 72; 1681, c. 171v). L’Altare dei SS. Stefano e Francesco: è citato per la prima volta nel 1599 (Cedido, AVB, visite 1599, c. 59v; 1618, c. 138; 1654, c. 71v; 1681, c. 171v). L’Altare di S. Giovanni Battista decollato: è amministrato dalla Società della Misericordia (Cedido, AVB, visite 1605, c. 155v; 1706, c. 211; 1722, c. 205; 1736, c. 202). L’Altare di S. Giuseppe: è citato a partire dal XVII secolo ed è mantenuto dai fedeli (Cedido, AVB, visite 1706, c. 210v; 1722, c. 205; 1736, c. 202). L’Altare del SS.mo Rosario: è citato nel 1592 retto dalla Società omonima (Cedido, AVB, visite 1592, c. 196v; 1599, c. 59; 1618, c. 138; 1636, c. 27; 1654, c. 71v; 1681, c. 171v; 1706, c. 210v; 1722, c. 205v; 1736, c. 2002v; 1771, c. 476; 1787, c. 1001; 1789, c. 56; 1796, c. 46v; 1800-01, c. 349). L’Altare di S. Ignazio, S. Francesco Saverio e S. Aloisio: citato del 1592 (Cedido, AVB, visite 1592, c. 196v; 1787, c. 1001; 1789-91, c. 56; 1796, c. 46v; 1800-01, c. 349). L’Altare del SS.mo Suffragio compare solo nel XVIII secolo (Cedido, AVB, visite 1796, c. 46v; 1800-01, c. 349).
[5] M. Fordini Sonni, G. Maccuoli, L. Settini, Stemmi e gonfaloni della Teverina, Grotte di castro, 1993, p. 97.
[6] Cedido, Archivio della Curia vescovile di Bagnoregio, Sezione parrocchie, serie Mugnano, Appunti don Righi [dattiloscritto].
[7] Cedido, AVB, Sezione parrocchie, serie Mugnano, Appunti don Righi [dattiloscritto].
[8] Cedido, AVB, serie visite pastorali, visita 1592, c. 196v; 1706, c. 211; 1736, c. 203; 1755-57, c. 69; 1771, c. 476; 1789-91, c. 161; 1800-01, c. 349v; 1882, cc. 10-11.
[9] Cedido, AVB, Sezione parrocchie, serie Mugnano, Appunti don Righi [dattiloscritto].
[10] Cedido, AVB, serie visite pastorali, visita 1592, c. 196.
[11] Cedido, AVB, serie visite pastorali, visita 1796, c. 161.
[12] Cedido, AVB, serie visite pastorali, visita 1882, c. 44-45.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]