Cozzi Alberto – Partigiano (Castel Cellesi, 23 mar. 1925 –  Roma, 24 mar.  1944)

Originario di Castel Cellesi (allora comune, oggi frazione di Bagnoregio) dall’8 settembre 1943, pur non avendo obblighi di leva, si univa all’organizzazione partigiana “Stella rossa”, operante a Roma, nota ben presto ai nazifascisti. I familiari lo consigliarono di riparare a Castel Cellesi, dagli zii, ove però non poneva fine all’attività cospirativa, unendosi alla banda “Bartolomeo Colleoni”, attiva nell’area Teverina. Con questa stava preparando un attacco dinamitardo a un deposito tedesco nel bosco  La Carbonara, senonché interveniva un infiltrato, che si recava a casa degli zii di C. consegnando, e chiedendo loro di occultare, un ordigno: in realtà un pacco di terriccio e cavi. Poco dopo le Ss giungevano in quella casa alla ricerca dell’esplosivo, alla presenza dell’infiltrato. L’esplosivo non venne trovato ma Alberto e lo zio, Francesco, furono portati prima al Comando tedesco di Bagnoregio, dove venivano interrogati e percossi, e poi a Roma, nel Carcere di via Tasso.

Qui Alberto assumeva su di sé tutte le responsabilità scagionando lo zio che, seppur malconcio, poteva tornare a casa. Cozzi, condannato a sette anni, sarà trasferito a Regina Coeli, quando, il 24 marzo 1944, veniva prelevato per essere fucilato alle Fosse Ardeatine. Il giorno prima aveva compiuto diciannove anni. Riposa nel Sacello n. 266.

È una delle più giovani medaglie d’oro della Resistenza. Questa la motivazione: “Diciottenne, animato da viva fede patriottica, subito dopo l’Armistizio, con decisione ed ardimenti esemplari, prodigava ogni sua attività nella lotta di liberazione, distinguendosi in pericolose circostanze per costante dedizione. In mani tedesche, manteneva esemplare contegno, nulla rivelando. Al processo rivendicava su di sé ogni responsabilità riuscendo a far assolvere un compagno. Alle fosse Ardeatine immolava la giovane vita agli ideali di patria e libertà.

Roma, settembre 1943 – 24 marzo 1944

BIBL. – Angelo La Bella-Rosa Mecarolo-Luigi Amadori, Martiri viterbesi alle fosse Ardeatine, Per non dimenticare, Viterbo, Comitato provinciale Anpi, 1995, pp. 113-115.

[Scheda di Silvio Antonini – Viterbo]