Compagnia dei Raccomandati di S. Maria

Uno studio di A. Zuppante[1] ci informa che la Confraternita dei Raccomandati viene fondata prima del 1274 nella chiesa di San Giovanni in Fonte, in piazza del Comune, per il culto – in particolare della Vergine Maria – e per esercitare le opere di misericordia.

Nel 1291 la confraternita acquista una casa in contrada San Sebastiano dove fonda il proprio ospedale e, nel 1380, costruisce al suo fianco la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, dove trasferisce la propria sede[2]. Intorno al 1617 l’ospedale dei Raccomandati viene unito a quello di S. Croce, della omonima confraternita[3]. La sede della confraternita dei Raccomandati è trasferita nella chiesa di Sant’Andrea che prende il titolo di Santa Maria dei Raccomandati.

Dalla seconda metà del sec. XVI l’attività confraternale si va progressivamente riducendo. Dopo l’unità nazionale, con la legge Crispi del 1890, i beni dei Raccomandati sono assegnati alla Congregazione comunale di Carità, alla quale è affidata anche l’amministrazione degli ospedali. La chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, semiabbandonata da anni, è stata sconsacrata e venduta nel 1934 e successivamente trasformata in abitazioni[4].

Notevole è stato nei secoli l’apporto della confraternita al patrimonio artistico della città, a partire dall’edificazione della primitiva chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, della quale resta un superbo portale marmoreo e un affresco, recentemente restaurato, che rappresenta tre scene della vita di Giobbe con didascalie in italiano volgare.

Tra la fine di quel secolo e i primi del Cinquecento ai Raccomandati fanno realizzare per la loro chiesa: il Redentore benedicente, datato 1491 e attribuito all’ambito di Piermatteo d’Amelia e l’Eterno benedicente, risalente agli stessi anni e attribuito allo stesso ambito artistico.

La Madonna dei Raccomandati, opera documentata di Cola da Orte e di suo figlio Egidio di Cola e datata 1501. Una quarta tavola è commissionata a Giovanni Antonio da Roma nel 1505 e raffigurava i Santi Simone e Giuda, ma è andata perduta nel corso del sec. XIX.

Si colloca nella stessa feconda stagione un grande affresco della Crocifissione con Maria e S. Giovanni, dove sono rappresentati anche i due ufficiali della confraternita.

L’ultima opera d’arte dovuta alla committenza della confraternita, tra quelle giunte a noi, è la pala d’altare di Sant’Andrea apostolo, attribuita a Cesare Nebbia.  Si è persa invece ogni traccia, dopo il 1934, di un mobile di noce dipinto nella parte superiore con una Crocifissione e una Pietà attribuite alla scuola di Marcello Venusti (1510-1579)[5].

Fonti archivistiche

Conservato parte in Archivio Storico Diocesano di Orte e parte in Archivio Storico Comunale di Orte. Nell’ASDO il fondo è composto di 16 unità e diviso in sei serie: la serie ‘Statuti e regolamenti’ contiene un unico volume di notizie dell’Ospedale e dell’Opera Pia che raccoglie informazioni sulla confraternita fino al XIX secolo (1587-1808). Così pure la serie ‘Decreti e congregazioni’, con un volume datato 1869-1897. La serie ‘Amministrazione e contabilità’ raccoglie la documentazione contabile ed amministrativa della chiesa e dell’Ospedale (11 u.a., 1503-sec. XX). A questi si aggiungono un Cabreo dei terreni datato 1776, decorato con disegni a colori; un libro delle messe dal 1689 al 1797 e la documentazione relativa alle cause giudiziarie dal 1700 al 1808.

Nell’ASCO sono conservati due registri di entrate e uscite: 1538-1539 (frammentario) e 1542-1563; due inventari di beni mobili: 1565 e 1576-1577; tre registri di congregazioni dal 1817 al 1883 e un registro di richieste di zitelle povere per la dote dell’Assunta degli anni 1735-1736.

 

[1] A. Zuppante, La Confraternita dei Raccomandati di S. Maria, in A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.

[2] Nel corso del sec. XV i Raccomandati, insieme alla Confraternita dei Disciplinati di Orte, fondano un secondo ospedale a Bassano in Teverina, sotto il titolo di Santa Lucia, che ha avuto vita fino al sec. XIX

[3] Nei locali lasciati dai Raccomandati, ivi compresa la loro chiesa, viene negli stessi anni edificato il monastero agostiniano delle suore di Santa Maria di Loreto.

[4] A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.

[5] Ibidem.

[Scheda di Elisa Angelone e Abbondio Zuppante – Cersal]