Arte della Lana di Viterbo

La corporazione della lana a Viterbo non ebbe vita facile, era presente già nel XIV secolo, ha avuto una esistenza travagliata a causa della spietata concorrenza dei tessuti della vicina toscana e la povertà di capitali e maestranze. Aveva un fondaco in via della Verità[1], aveva come santo protettore S. Quirico[2].

In S. Maria della Verità sono presenti gli stemmi dell’Arte dei tessitori insieme a quelli degli scalpellini e muratori[3].

In questa chiesa l’Arte dei tessitori riceve, nel 1474, la quarta cappella a destra dedicata ai santi Giacomo e Filippo Benizzi (quest’ultimo fondatore dell’Ordine dei Serviti). La cappella nel 1519 è nominata dell’Assunzione ed è sempre dei tessitori e maestri della lana. Una cappella con questo titolo si trova, in seguito, vicino all’altare maggiore mentre i Tessitori, nel 1657, concedono un legato da parte di Vicenzo Speranza alla cappella di S. Barbara[4].

Nel 1511 aveva sede nella chiesa di S. Maria del Suffragio o di Quirico[5] che faceva capo alla chiesa parrocchiale di S. Angelo in Spatha[6]. Nel 1547 l’Arte della Lana viene assorbita da quella dei Mercanti[7].

 

[1] A. Mazzera. Statuto dell’arte della lana di Viterbo 1511 in: Biblioteca e società. Anno VII 1986. p. 75 – 81.

[2] G. Signorelli, Viterbo nella storia della Chiesa, II, I, Viterbo 1940, p. …

[3] A. Scriattoli, Viterbo nei suoi monumenti, Roma 1915-20, p. 344.

[4] M. Galeotti, L’Illustrissima città di Viterbo, Viterbo 2000, p. 185.

[5] M. Galeotti, Op. cit., p. 420.

[6] St. Lanaioli. Art. 78, in P. Sgrilli. p. 390.

[7] M. Galeotti, Op. cit., p. 566.

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]