Arte dei Macellai di Viterbo
L’arte dei Macellai si riuniva nella chiesa di Santa Croce in Via saffi, probabilmente già dal 1264[1]. Il volume manoscritto di Giuseppe Signorelli intitolato Le chiese di Viterbo, alla data 1384 riporta “nomina dei rettori del macello in Santa Croce”; già in quella data la chiesa di S. Croce era gestita dall’arte degli speziali[2].
L’ultima volta che si nomina l’arte dei macellai del macello minore nella chiesa di S. Croce è il 1390. Dopo questa data non ne viene fatta più menzione.
Sono gli anni in cui messer Angelo Tarvernini, tesoriere del Patrimonio e prepotente usuraio, fa realizzare la splendida facciata della chiesa di S. Croce, notevole perché ha conservato molti di quei motivi che nel XIV secolo prevalevano nella decorazione architettonica locale.
Nell’elegante portale, commissionato nel 1371, le curve del tortiglione “addolciscono i molteplici allineamenti verticali della strombatura”. Come nel portale della chiesa di S. Maria della Salute, anche qui “i dentelli e lo stesso tralcio di vite che svolge sugli stipiti le medesime volute cariche di grappoli e ricche di pampini e viticci”.
Mentre però, in S. Maria della Salute, il marmorario, con tutta probabilità forestiero, usa timidamente e soltanto in una esile scorniciatura la decorazione a punta di diamante della prima maniera (come si vede nella cornice del balcone Capocci, i Via dell’Orologio Vecchio); qui invece, lo scalpellatore ha profuso a larga mano le eleganti sfaccettature delle piramidi stellate, lasciandovi lo stimma caratteristico che in tutte le principali costruzioni di quei tempi imprimevano le maestranze dei pietrai viterbesi”[3].
Dal 1562 la parrocchia di S. Croce, è riunita a S. Angelo, e già in quella data nelle visite pastorali si nomina soltanto l’arte degli speziali. Dal 1583 risulta locata all’arte dei mercanti e poi all’arte dei calzolai. Nel 1620 la parrocchia è riunita a quella di S. Stefano, ma non si fa cenno all’arte dei macellai, finché nel 1624 viene concessa ai gesuiti[4]. Non si hanno ulteriori notizie sulla storia e sulle vicende della corporazione dell’arte dei macellai.
[1] G. Signorelli. Le chiese di Viterbo. Manoscritto, p, 23.
[2] Ivi, p 24.
[3] A. Scriattoli, Viterbo nei suoi monumenti, Roma 1915-20, p. 242.
[4] G. Signorelli. Le chiese di Viterbo. Manoscritto. Viterbo, p. 24.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]