Arte degli Speziali di Viterbo

L’Arte degli Speziali esiste a Viterbo già nel XIII secolo; G. Signorelli sostiene che dapprima l’arte degli speziali si riuniva nella chiesa di S. Croce[1]. In seguito alla fusione dell’ospedale di S. Sisto (gestito dalla stessa Arte degli Speziali), con l’ospedale denominato di Magister Fardus (gestito dal Collegio dei Notai, avvocati e procuratori), l’arte si trasferisce nella chiesa di S. Maria della Salute[2].

Presso l’ospedale di S. Sisto esisteva, fin dal sec. XIV, una cappella dei santi Cosma e Damiano, protettori degli Speziali.[3]

L’arte teneva in giuspatronato più cappelle, si occupava della manutenzione esterna degli altari, di fornire suppellettili sacre, paramenti, vasi per tutte le festività dell’anno e pagare un sacerdote per la messa e le funzioni proprie della chiesa: una cappella dedicata alla Natività nella cattedrale di S. Lorenzo, già costituita cappellania da Marozio di Fabio Nini nel 1429, l’altare era sito nell’abside minore di sinistra (insieme all’altare di san Protogenio e compagni)[4]. Dal 1401, gli speziali avevano in S. Stefano (spiazza delle Erbe) la cappella di S. Nicola; S. Anna in S. Giacomo 1429[5]; S. Francesco in S. Lorenzo, 1474; SS. Sacramento in S. Lorenzo, costruita nel 1470, e passata agli speziali nel 1535. A. Carosi afferma che dal 1501 al 1562 si ha notizia degli Speziali in S. Maria della Salute. Nel 1555 compare nuovamente la chiesa dei santi Cosma e Damiano con l’ospedale annesso[6]. Talvolta si trovavano nella spezieria di Evangelista di Cosma di Cobelluzzo, in piazza del Comune (1549 e 1553). Nel 1564 sono presenti nella parrocchia di S. Stefano (nella casa di Luca di Petruccio di Colao). Nel 1577 si adunavano nella Sala del Consiglio del palazzo dei Priori, e nel 1744 in S. Matteo in Sonsa.

 

[1] S. Valtieri, E. Bentivoglio, Viterbo nel Rinascimento, Roma 2012, p. 121.

[2] G. Signorelli. Viterbo nella storia della chiesa, II, II, Viterbo. 1940 p. 244-245. A. Carosi afferma che nel 1373 gli speziali avevano già sede in una casa presso S. Maria della Salute. Gestiscono questa casa per molto tempo insieme al Collegio dei Notai, avvocati e procuratori (A. Carosi. Speziali e spezierie a Viterbo nel ‘400. Viterbo.  1988. p. 22). Gli ospedali annessi alla chiesa rimangono al Collegio per qualche tempo, ma essendo i suoi adepti poco adatti alla gestione degli ospedali, li cedono all’Arte degli Speziali, che si occupava dell’ospedale di S. Sisto fin dal 1373 (G. Signorelli. Op. cit. p. 244). G. Signorelli sostiene che l’arte si riuniva in S. Croce ancora nel 1419 e nel 1450 e che si spostò nella chiesa di S. Maria della Salute soltanto nel 1481, anno in cui gli ospedali annessi a questa chiesa e quelli annessi a S. Sisto furono uniti (G. Signorelli. Op. cit. p. 245).

[3] Dell’ospedale si hanno notizie dal 1439, allora era posto fuori dalla porta di S. Sisto, fra questa e l’antiporta posta al di là del barbacane, a cui si accedeva da un ponte. Nel 1469, venivano svolti nell’ospedale lavori di riparazione. L’area dove sorgeva l’edificio, nel 1561, viene venduta alla duchessa Girolama Orsini. Dalla vendita, però, è esclusa la cappella dei SS. Cosma e Damiano. Oggi l’area è occupata in parte dalla via di circonvallazione, tratto della nazionale Cassia, ed in parte dalla proprietà De Gentili (A. Carosi. op. cit. p. 22).

[4] S. Valtieri, E. Bentivoglio, Op. cit., p. 134.

[5] Ibidem, p. 262.

[6] La chiesa, nel 1655, fu distrutta per il crollo della torre della chiesa di S. Stefano A. Carosi. Speziali e Spezierie a Viterbo nel ‘400. Viterbo. 1988. p …

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]