Ospedale di S. Spirito a Proceno

Nel libro delle “Reformazioni” del comune di Proceno, in data 19 maggio 1519, c’è la prima memoria dell’Ospedale di S. Spirito: si dice che l’”ospitalerius” fra Giovanni Battista si impegnava davanti ai Priori di Proceno ad allestire un terzo letto, oltre i due già esistenti, in camera separata e destinata ad ospitare i sacerdoti pellegrini sulla via Francigena. Nel 1564 l’ospedale fu trasferito nei locali dell’ex convento di S. Pietro al Poggio e divenne ad uso esclusivo dei sacerdoti. All’inizio del 1800 l’ospedale era ancora in funzione e chi lo reggeva aveva l’obbligo di offrire letto, cibo e assistenza ai sacerdoti passeggeri per non più di tre giorni.

Nel territorio della chiesa arcipretale del SS. Salvatore a Proceno funzionarono contemporaneamente altri tre ospedali: quello di S. Caterina di proprietà dell’omonima confraternita di S. Caterina e collocato presso la Porta Vecchia; c’era poi l’Ospedale della Scala, dipendente da quello di S. Maria della Scala di Siena, che si trovava all’inizio della Contrada della Verdura; l’Ospedale di S. Angelo che fu fondato sul finire del XVI secolo in Contrada della Valle. All’inizio del XIX secolo gli ospedali di Proceno sono ancora attivi anche se in condizioni disastrose: così dice una relazione stilata per ordine del vescovo di Acquapendente, mons. Paolo Bartoli.

Bibl.: – M. Brizi, Castrum Proceni. Paese di frontiera, Viterbo, Edizioni Biemme, 2006, pp. 71-73.

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]