Chiesa del SS. Salvatore a Proceno
La chiesa, probabilmente eretta nel XIII secolo lì dove sorgeva in precedenza un’altra chiesa, aveva l’abside che era parte di una antica fortezza come si può notare dalle finestre che si possono osservare all’esterno. Dopo il 1500 furono costruiti diversi altari di qualche pregio che rimasero ad ornare la chiesa fino alla fine del XIX secolo. Tra il 1851 e il 1860 l’edificio subì lavori di ristrutturazione che gli hanno conferito l’aspetto attuale a tre navate (molto ridotte le due laterali). In quella circostanza furono demoliti gli altari addossati alle pareti e sostituiti da nicchie scavate nel muro. A conclusione dei lavori il 26 agosto 1894 mons. Gisleno Veneri, vescovo di Acquapendente la consacrò. Subì gravi danni per un terremoto nel 1919 e fu riaperta al culto nel settembre 1923. Nel territorio della parrocchia del SS. salvatore era presente anche l’antico Ospedale di S. Spirito.
L’altare maggiore custodisce una preziosa reliquia venuta dalla Terra Santa che la tradizione dice essere stata consegnata a Santa Agnese Segni da Montepulciano durante il suo soggiorno a Proceno, nel XIII secolo. Un affresco, già presente nell’Oratorio di S. Antonio e raffigurante una Madonna con Bambino, e , sempre in origine nello stesso Oratorio, ora sono nella chiesa parrocchiale La facciata della chiesa è dei primi del Novecento: è stato lasciato intatto il portale del 1200 ma lo stesso è stato arricchito con tre nicchie centrali in terracotta, due delle quali contengono la statua di S. Giuseppe e di S. Agnese da Montepulciano. Sempre in terracotta è il rosone sopra le nicchie che raffigura il volto del SS. Salvatore.
Proceno (come Onano) ha fatto parte della diocesi di Sovana sino al 1785 quando è entrata a far parte della diocesi di Acquapendente.
Bibl.: – M. Brizi, Castrum Proceni. Paese di frontiera, Viterbo, Edizioni Biemme, 2006, pp. 23-31.
[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]