Anonimo pittore viterbese, 1501, Annunciazione, tempera su tavola, cm. 88×61,7/73,5×52.

Il dipinto dell’Annunciazione[1], in origine conservata nella chiesa di S. Gregorio al Vascellaro ad Orte, riporta, nel roseto fiorito, l’iscrizione “Ave gractia”, sulla balaustra la data “M°.CCCCI”

Secondo Sara Cavatorti “il dipinto, forse parte di un complesso più ampio in cui poteva occupare il campo della cimasa, appare decurtato nella parte superiore come testimonia il taglio netto della mandorla di cherubini e degli ultimi due piani dell’architettura”[2].

Commissionata dal vicario vescovile Domenico Sordolini e donata alla Compagnia de’ Cristo[3]. S. Passerini (1991) la definisce opera di Domenico Velandi [ICCD, 120025377).

La stessa Cavatorti attesta che “la tavola proviene dall’altre di San Nicola di Bari nella crociera destra della cattedrale ortana di S. Maria Assunta (L. Mortari 1967) e prima ancora dalla cappella del locale Palazzo vescovile (D. Gioacchini 1961) ma originariamente era collocata nella chiesa di San Gregorio al Vascellaro, riedificata tra il 1499 e il 1500, dopo un grave crollo, dal vicario vescovile Domenico Sordolini negli spazi in cui lo stesso aveva ottenuto dal cardinale Giovanni Battista Orsini il permesso di erigere un saccello dedicato all’Annunciazione ‘per se et suoi heredi’[4] donato nel 1501 alla ‘Comagnia de Cristo’[5]“.

Dal web: Catalogo Cei

Dal web: Catalogo ICCD

 

[1] Ministero per i beni culturali e ambientali. Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Soprintendenza per i beni artistici e storici – Roma, 12/00250377; Conferenza episcopale Italiana, 3O-20098.

[2] S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 42.

[3] Ibidem.

[4] Archivio Storico Comunale di Orte, L. Leoncini, Fabbrica ortana, 4 voll. 1584-1634, vol. II, c. 230v.

[5] ASCO, L. Leoncini, op. cit., vol. III, c. 113v; cfr. S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 42.

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]