Ludovico Mazzanti (attr.) sec. XVIII, Apparizione di Cristo a s. Ignazio, olio su tela, legno dorato
Avanti al quadro di sant’Ivo -nella chiesa di S. Maria della Salute, sede l’Arte dei Notai e avvocati- era l’immagine di sant’Ignazio che scrive il libro dei suoi esercizi spirituali, indicata anche col titolo di Visione di sant’Ignazio. Il dipinto, donato nel 1746 dall’avvocato Serpieri, è attribuito a Ludovico Mazzanti (sec. XVII)[1]. Nel 1827 l’opera è descritta “rappresentante S. Ignazio, con iscrizione sotto del tenore seguente = Iconem hanc S. Ignatii per Mariam Virginem Celestibus Doctrinis educti Viterbiensi Collegio Ignatius Serperius I.M.D. D.D anno MDCCXLVI”[2].
E. Andreozzi descrive l’pera posta all’interno di una cornice ad arco di legno dorato con festone di stucco bianco applicato. In uno spazio aperto s. Ignazio, inginocchiato a sinistra, guarda verso l’alto dove appare Cristo con il panneggio mosso dal vento e la croce. In alto, tra le nuvole, e in basso a destra: putti alati. In alto Dio padre, in basso a destra un putto alato mostra un libro aperto. l’iscrizione dipinta nelle pagine el libro dice: Ad Ma/iorem/Dei/R. l’opera mostra nello schema compositivo de nei caratteri stilistici evidenti elementi di contatto con le realizzazioni pittoriche di G. B. Gaulli La tela venne infatti dipinta da Ludovico Mazzanti, un pittore di origine orvietana allievo del Gaulli e seguace di Luca Giordano, attivo a Viterbo, Orvieto, Napoli, Città di Castello e Roma[3].
[1] M. Galeotti, L’illustrissima città di Viterbo, Viterbo 2000, p. 447
[2] Cedido, serie visite pastorali, Visita pastorale 63, 1827, III, c. 683.
[3] E. Andreozzi, 1983, SBAS, 12/00171372.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]