Gabriele di Francesco da Viterbo e Carolino da Viterbo, 1473-1478, Madonna col bambino in trono e i santi Vittore e Andrea apostolo, tempera su tavola cm. 148×63,5 (centrale), 138×35 (sportello sx), 138×33,5 (sportello dx).

La Madonna col Bambino[1] oggi conservata nella chiesa di S. Silvestro ad Orte, presenta, sul trono della Vergine l’iscrizione “.M°.CCCCLXXVIII”; sul tappeto rosso della Vergine “.Carolinus.[d]evite[r]bio.pi[n]xit”; sul nimbo della Vergine “A[ve] gr[a]tia […]”; sul nimbo di Sant’Andrea “.S[an]c[tu]s.Andreas.apos[tolus]”; sul nimbo di San Vittore “.Sa[an]c[tu]s.Victor”; sulla cinta muraria del modello di città “Valleran[o]”; sotto San Vittore “iter[…] pi[n]x[it]” (ridipinta sull’iscrizione originaria).

La tavola della Vergine è ricordata dall’Orioli sull’altare principale della chiesa di Sant’Andrea a Vallerano[2]. La committenza degli sportelli laterali raffiguranti i santi Andrea apostolo e Vittore è da riferirsi alla chiesa collegiata di Vallerano dedicata a Sant’Andrea e al riferimento a san Vittore protettore di Vallerano.

Secondo L. Principi, la tavola “venne in seguito riprodotta da Bargellini (1914) testimoniando così lo stato del dipinto prima dell’intervento di De Prai del 1917 che sagomò lo scomparto e lo assemblò ai pannelli di sant’Andrea e San Vittore conservati nel medesimo edificio”[3]. “La data di esecuzione dei dipinti [Sant’Antonio abate e San Vittore] si desume dall’unico documento conosciuto (G. Signorelli 1934, pp. 7, 9, nota 52) relativo a Gabriele che ricorda nel 1473 l’esecuzione per la chiesa di Vallerano di un trittico i cui sportelli laterali vanno riconosciuti con quelli in questione”[4].

“L’iscrizione sulla base del trono, in corrispondenza del tappeto rosso che la ricopre, indica Carolino da Viterbo come esecutore del dipinto nel 1478”[5]. “Come ricorda Orioli (1855, p. 203) i due santi recavano la firma, oggi lacunosa, “Gabriel Francisci de Viterbio pixit” che permette di identifcare l’autore con Grabriele di Francesco, figlio di Francesco d’Antonio Zacci detto Balletta (G. Rebecchini 1997) e padre di Francesco di Gabriele (I. Faldi 1989; Christie’s 2005, lotto 7; I. Faldi 2007, p. 153, nota IV)”[6].

“La provenienza alla collegiata di Sant’Andrea apostolo delle due avole con i santi Andrea e Vittore è indicata dall’iscrizione portata sul modellino della città retto con la mano sinistra dal santo cavaliere che ripropone fedelmente le mura di cinta e le emergenze archeologiche. I due pannelli, entrati nella collezione museale nel 1986, sono stati forse sagomati e montati a mo’ di sportelli ai lati della tavola raffigurante la Madonna col Bambino nel 1917 in occasione di un restauro condotto da Pietro De Prai”[7].

Più volte restaurata: da P. De Prai, 1917 (I. Faldi in I.  Faldi-L. Mortari 1954, pp. 55-56, cat. 45) e da A. M. Marcone, 1994 [che interviene sul san Vittore] (G. Grumo 1998, p. 140)[8].

Dal web: Catalogo Cei

Dal web: Catalogo ICCD

 

[1] Ministero per i beni culturali e ambientali. Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Soprintendenza per i beni artistici e storici – Roma, 12/00250382; Conferenza Episcopale Italiana, 3O-20014, 3O-20015, 3O-20016, 3O-20017.

[2] S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 24.

[3] Ibidem.

[4] S. E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 23.

[5] Ivi, p. 24.

[6] Ivi, p. 23.

[7] Ibidem.

[8] SBAS, 1994 [Sant’Andrea] (Ibidem)

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]