Filippo Cavarozzi, prima metà se. XVII, Pentecoste, olio su tela, cm. 350×220.

Nel 1564 venne concessa all’Arte del Calzolai la chiesa di S. Biagio che, in quell’anno fu soppressa ed unita alla parrocchia di S. Maria Nuova[1].

Sull’Altare maggiore della chiesa di S. Biagio era collocato un dipinto identificato come Pentecoste. Il dipinto, caratterizzato da colori di toni molto vivaci, raffigura la Vergine, a centro, circondata dagli apostoli sui quali scende lo Spirito Santo, raffigurato come luminosa colomba, in alto e fiancheggiata da angeli. La Vergine indossa una tunica rosa e un manto verde, le figure in primo piano hanno i manti di colore rosa, giallo e rosso, a terra un libro e le chiavi[2].

Nel 1683 viene proposta da uno dei consoli dell’arte dei Mercanti, la costruzione di una nuova e più dignitosa sede, visto che la chiesa di S. Gregorio, dove aveva sede, era piccola ed angusta si propose di riportare la residenza nella chiesa di S. Biagio, sotto il titolo dello Spirito Santo che già apparteneva alla parrocchia di S. Maria Nuova. La nuova chiesa entrò in possesso dell’arte il 9 agosto 1683 e l’arte vi fece il primo ingresso il 10 agosto, in occasione della festa di S. Lorenzo[3].

“La forma interna della chiesa è una stanza bislunga, con altra piccola dietro l’Altare Maggior che serve ad uso di Sagrestia”. In Chiesa esistono tre Altari: l’Altare Maggiore e sotto il Titolo e l’invocazione dello Spirito Santo, a cornu Evangeli è l’altare di San Biagio e a cornu Epistoli è quello dei SS.ti Crispino e Crispiniano …[4].

 

[1] Giuseppe Signorelli. Viterbo nella storia della Chiesa, II, II, Viterbo 1940. p. 246.

[2] M. De Paolis, 1979, SBAS, n, 12/00070669

[3] Cedido, Serie Arti corporazioni e confraternite, Libro dei decreti della chiesa della università dei mercanti in S. Matteo, c.  2.

[4] Cedido, serie Visite pastorali, Visita Bedidni 1827, III, c 594

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]