Anonimo laziale, 1290-1310, Redentore benedicente, tempera su tavola a fondo oro, cm. 146X69.
L. Principi ci informa che l’opera raffigurante Gesù Cristo benedicente[1], oggi conservata nella chiesa di S. Silvestro di Orte, è “citata nell’Istoria di Civita Castellana di Francesco Pechinoli composta nel 1560 circa (BNCF, F. Pechinoli, c. 12; G. Pulcini 1998) e negli Statuti e reformanze della communità di Civita Castellana (1566) dove veniva regolamentata la processione per l’Assunzione di Maria in cui ‘se porta la figura del Nostro Signore Iesu Christo per la Città’ (Ivi, p. 20v)’”[2].
L’analisi della parete di fondo dell’altare seicentesco in cui era collocata l’opera [dedicato a Sant’Orsola nella chiesa cattedrale], e dove è oggi presente una riproduzione fotografica, ci tramanda l’originaria esistenza di sportelli laterali attualmente perduti”[3].
Avvicinato dagli studiosi al linguaggio figurativo spoletino dalla fine del Duecento e l’inizio del secolo successivo[4].
L. Principi ricostruisce le vicende dell’opera: “Come ricorda Pechinoli il dipinto si trovava nell’Oratorio di San Giovanni Battista. Ed infatti nella visita effettuata dal vescovo Angelo Gozzadini nel 1624 si ordina il trasporto della tavola dal saccello del Battista all’altare di S. Orsola nella cattedrale a causa dell’umidità del luogo e il restauro e la doratura dell’immagine[5]. Tuttavia nel 1719, come ricorda la visita del vescovo Francesco Tenderini, nel sacro edificio vi era un altare dedicato al Salvatore dove, almeno fino al 1738, fu conservato il Redentore (A. Cardinali 1935, pp. 35, 67). La tavola, spostata nella Sacrestia in una data imprecisata, venne qui ricordata dal parroco Antonio Cardinali (1935)”[6]. Nel 1986 giunge al Museo diocesano di Orte.
“Il dipinto fu restaurato tra il 1916, quando fu richiesto un preventivo a Pietro De Prai (L. Riccadi 2012), e il 1918, come ricorda il Cardinali (1935) che rammentava l’intervento volto al risarcimento di due fori nella porzione alta attraverso cui l’opera veniva fissata alla macchina processionale per la festa dell’Assunzione di Maria”[7]. Altri restauri risalgono al 1950 ca. (E. B. Garrison 1998, cat. 305); 1970 ca (E. Racioppa 2002, pp. 160-161); SBAS 1991 ca (Ibidem).
Volbach (1940-41) “assegna il Redentore di Civita agli ultimi anni del XII secolo, datazione sostenuta successivamente da Hermanin (1945), Garrison (1949), Mortari (1954) e Hager (1962)”[8].
L’immagine veniva portata in processione in occasione della festa dell’Assunzione di Maria il 15 agosto.
Dal web: Catalogo Cei
Dal web: Catalogo ICCD
[1] Ministero per i beni culturali e ambientali. Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, Soprintendenza per i beni artistici e storici – Roma, 12/00250388; Conferenza Episcopale Italiana, 3O-20013.
[2] S.E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 18.
[3] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 19.
[4] Ibidem.
[5] ASDCC, Fondo diocesano di Civita Castellana, Visite G3, c. 10r.
[6] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 44.
[7] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 19.
[8] Ibidem.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]