Compagnia del Rosario a Chia
La Confraternita del Rosario di Chia[1], maschile e femminile, è stata eretta in seguito alla visita pastorale del 1630 del vescovo di Orte e Civita Castellana Angelo Gozzadini, il quale ne ha indicato l’opportunità poiché nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie era già presente un altare con i misteri del Rosario[2]. In effetti l’altare conserva ancora l’affresco della Madonna col Bambino, databile tra Quattro e Cinquecento[3], al quale è stato aggiunto nel 1634 san Domenico nell’atto di ricevere il Rosario, opera di un anonimo pittore pagato dalla Compagnia di Santa Maria delle Grazie[4]. L’altare è stato in seguito modificato, probabilmente nel sec. XVIII, e quanto era dipinto intorno alla Madonna è stato coperto[5].
La confraternita, documentata nelle altre visite pastorali del sec. XVII e dei successivi nella stessa chiesa di Santa Maria delle Grazie, è stata riformata nel 1829 su iniziativa del vescovo Fortunato M. Ercolani[6]. La visita pastorale del 1954 invece ne certificava la fine[7]. Tuttavia le attività sono riprese in epoca imprecisata e la confraternita è ancora funzionante.
I confratelli vestono di sacco bianco e mozzetta turchina[8].
Fonti archivistiche: il fondo della Confraternita è conservato presso l’Archivio parrocchiale di Chia e raccoglie libri di amministrazione (6 u.a., 1634-1666; 1666-1749; 1748-1795; 1797-1832; 1873-1899; 1924-1967), libri delle adunanze (2 u.a., 1748-1795; 1901-1950), libri dei fratelli e delle sorelle (2 u.a., 1673-1734; 1892, 1897, 1950), libri delle messe (1 u.a., 16673-1740). L’Archivio diocesano di Orte conserva un conto finanziario del 1929.
[1] A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.
[2] Si procuri l’erettione della Compagnia del S.mo Rosario in forma solita essendovi nell’altare maggiore d’essa (chiesa) depinti li misteri del Rosario (ASDO, Visitationes, 1, 1630-1689, cc. 59v, 105v).
[3] Il dipinto, chiaramente precedente alla chiesa attuale edificata intorno al 1617, potrebbe provenire da una cappella già esistente nello stesso luogo (A. V. Goletti-G. Serrone, San Giovenale e il castello di Chia, Città del Vaticano, 1996, pp. 106, 126-127).
[4] 3 set. 1634, Dati al pittore per haver pinto S.to Domenico scudo uno et bai. cinquanta (Fondo della Confraternita di S. M. delle Grazie, Amministrazione1632-1635, c. 3v).
[5] Recenti sondaggi stratigrafici eseguiti durante il restauro dell’altare hanno individuato sotto lo scialbo alcune immagini dei misteri.
[6] Archivio Storico Diocesano di Orte, Fondo della Confraternita del Rosario, Conto finanziario, 1929.
[7] ASDO; Visitationes, 41, 1932-1936, registro Chia, p. 12; 43, 1954, fascicolo Chia, p. 14 e relazione.
[8] ASDO, Visitationes, 26, 1852-1855, c. 77, 80 post 783.
[Scheda di A. Zuppante ed E. Angelone – Cersal]