Compagnia di San Carlo di Orte

“L’anno 1612, il martedì Santo li 17 Aprile Mons. Vescovo Ippolito Fabrano benedisse nella catedrale l’imagine di Santo Carlo Boromeo dandole poi indulgenza di 40 giorni per tutta l’ottava di Pasqua con forma ecclesiastica creandoci una compagnia di Confratri di esso Santo Carlo vestiti di bianco con la mozzetta rossa, quale imagine poi fu portata processionalmente nella detta Chiesa di Santo Luca accompagnata da esso Vescovo, clero et popolo”[1]. Così Leoncini descrive la fondazione della confraternita nella chiesetta di San Luca ad Orte.

Il dipinto, benedetto dal vescovo Fabrani (1607-1621) è stato portato a Orte da Roma per via fluviale nello stesso anno 1612 e raffigura san Carlo Borromeo che sostiene il Crocifisso, adorato da san Gaetano, attorniati da angeli esultanti. La tela viene ritenuta di ambito lombardo.

La scarsità di risorse e il debole seguito hanno determinato nel 1756 la soppressione della confraternita da parte del vescovo, che ha trasferito le poche rendite residue alla Fabbrica della Cattedrale e ha assegnato la chiesa di San Luca alla Confraternita dello Stendardino degli Uomini. La pala d’altare di san Carlo Borromeo, dopo la chiusura della chiesa, è stata collocata in un altare della cattedrale, dov’è ancora esposta[2]. La Compagnia di San Carlo vestiva di sacco bianco e mozzetta rossa.

Fonti archivistiche

Il Fondo della Confraternita di S. Carlo è costituito di un’unica serie “Amministrazione e Contabilità” che raccoglie 2 registri delle entrate e delle uscite della Compagnia. Il primo, datato 1614-1696, è un registro cartaceo di 178 carte privo di coperta contenuto in una cartella di cartone, il secondo è un registro cartaceo legato in pergamena compilato su due lati: da un lato è indicato “Qui si notarà l’Introito / Della Ven. Comp.a di S. Carlo d’/Orte” dall’altro “Qui si notarà l’Esito / Della Ven. Comp.a di S. Carlo / d’Orte”.

 

[1] L. Leoncini, La Fabrica Ortana, 4 voll. 1584-1634, vol. II, c. 213v.; cfr.: A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.

[2] D. Gioacchini, Orte, le contrade e i borghi attraverso la “Fabbrica ortana”, Orte 2001, p. 119.

[Scheda di Abbondio Zuppante ed Elisa Angelone – Cersal]