Saturnino Gatti (attrib.), 1485, S. Egidio abate con reliquiario al collo in lega d’argento, Legno intagliato e dipinto, cm. 180×70.

La Confraternita di S. Croce commissiona, nell’ultimo quarto del XV secolo, la realizzazione dell’altare di Sant’Egidio del quale restano la statua lignea[1] del santo attribuita a Saturnino Gatti. Realizzata, in origine, per la chiesa di Sant’Agostino, la statua rimane legata alle vicende dell’altare di S. Egidio fino agli anni Cinquanta del Novecento quando fu collocata in cattedrale su una macchina lignea proveniente dalla chiesa della Trinità.

A Fiabane ci informa che “Sant’Egidio abate, patrono di Orte probabilmente sin dai primi anni del Quattrocento ma venerato in città dal XIV secolo[2]. Il santo è raffigurato in atto benedicente, con il volume nella mano sinistra, avvolto nella tradizionale veste bianca”[3]. In origine la statua era collocata in una custodia lignea.

“L. Principi (2012) attribuisce la statua di Sant’Egidio a Saturnino Gatti e sostiene che, nel 1726, Francesco Veramici commissiona l’ornamento dell’altare di S. Egidio[4]. ‘Francesco Veramici fu un aromatario che, grazie agli ampi guadagni ricavati dalla vendita della cera alla Confraternita di Santa Croce, il 6 settembre 1726, impegnò 24 scudi e 35 baiocchi in beneficio ed ornamento dell’altare di S. Egidio. Il lascito è testimoniato da una iscrizione posta nel lato destro dello zoccolo dell’altare di s. Egidio nella chiesa di S. Agostino, che recita “Franciscus Veramici a[nno] dom[ini] 1731[5].

Dal web: Catalogo Cei OA

 

[1] SBAS, 12/00250371

[2] A. Fiabane, Anniversario della proclamazione di Egidio a patrono di Orte, in “F…orte”, mensile parrocchiale di Orte, gennaio 2011, pp. 8-9.

[3] S.E. Anselmi – L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 104.

[4] Ibidem.

[5] Ibidem.

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]