Bartolomeo Cavarozzi, 1615, S. Isidoro agricoltore, ilio su tela, cm.305×190.

Nella chiesa di S. Angelo in Spatha è la tela di S. Isidoro agricoltore, opera di Bartolomeo Cavarozzi (1590 c.-1625). Il quadro fu fatto eseguire nel 1646 dall’Arte dell’Agricoltura[1].

In primo piano le figure principali dell’azione, una delle quali è china per terra e alle cui spalle è un fanciullo che tiene un cavallo per le brighe. Sullo sfondo un paesaggio con l’angelo che guida l’aratro. Secondo A. Pampalone, ben si hanno elementi certi per la datazione dell’opera, ma il forte impianto luministico richiama sensibilmente la cultura caravaggesca verso la quale il pittore si volse verso il 1610, essendo le opere precedenti di impronta ancora manieristica. Poiché i dipinti del 1620-25 mostrano una fase pittorica più matura e personale nell’esecuzione del dato caravaggesco e poiché nel 1617 il pittore era certamente in Spagna, sembra piuttosto probabile una datazione intorno al 1615, periodo in cui il Cavarozzi poté mettere a fuoco quanto aveva appreso circa la qualità vivificanti della luce[2].

[1] M. Galeotti, L’illustrissima città di Viterbo, Viterbo 2000, p. 501.

[2] A. Pampalone, 1971, Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Lazio, scheda n. 12/00070180

[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]