Giorgio Cenci, detto Giorgio da Orte, 1565, S. Sebastiano, olio su tavola, cm. 175,5×98[1]
Il dipinto è stato commissionato nel 1565 a mastro Giorgio di Domenico Cenci, oggi conosciuto come Giorgio da Orte, dalla Confraternita di S. Maria delle Grazie di Orte al prezzo di dieci scudi.
Uno studio di A. Zuppante riporta le scritture dei confratelli che registrano anche il pagamento di 25 carlini al falegname Cecco de Capobianco per la tavola di noce occorsa alla realizzazione del dipinto. Lo stesso Zuppante descrive una iscrizione sullo stesso dipinto che indica il nome della benefattrice che finanziato l’opera: donna Dozia <Deci?>[2]. La pala è rimasta nella chiesa di S. Maria delle Grazie di Orte fino alla seconda metà del Seicento, quando invece l’altare non compare più nell’elenco della visita pastorale del 1689. E’ stata poi per molti anni nella sacristia della cattedrale, per essere unita nel 1995 alle collezioni del Museo d’Arte Sacra di Orte[3].
S. E. Anselmi la dice “Riferita a Giorgio Cenci dallo storico locale Lando Leoncini (1548-1634) nella Fabbrica ortana, il quale leggeva la scritta apposta sulla base della colonna che funge da quinta prospettica. Nascosta da sovrammissioni e sedimenti, la scritta è riemersa a seguito della pulitura in occasione dello spostamento dalla Cattedrale di S. Maria Assunta al Museo diocesano, nel 1995[4].
[1] ICCD: 12/00250762; CeiOa: 3O-20002
[2] Leoncini attribuisce il patronato dell’altare alla famiglia Deci (L. Leoncini, II, c. 428 e sgg.).
[3] A. Zuppante, Il santuario di S. Maria delle Grazie presso Orte, in L. Osbat, I santuari e la devozione mariana nell’Alto Lazio, Manziana 2006, pp. 155-156.
[4] S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 45.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]