Ambito umbro laziale, sec. XV, primi decenni, Storie di Giobbe, affresco.
Notevole è stato nei secoli l’apporto della Confraternita dei Raccomandati al patrimonio artistico della città di Orte, a partire dall’edificazione della primitiva chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. Di questo edificio resta oggi un superbo portale marmoreo e un affresco, recentemente restaurato, che rappresenta tre scene della vita di Giobbe con didascalie in italiano volgare.
Il dipinto, parzialmente coperto dalle ristrutturazioni, secondo Corrado Fratini è opera di un artista sconosciuto, forse di area umbro-laziale, ed è databile alla prima metà del Quattrocento[1]. Sula base presenta una iscrizione “[…]core et esso senp[re] co[n] patie[n]tia rengretiava Dio”.
Descritto da Fratini “Nella scena superiore Giobbe, entro una struttura architettonica complessa, è seduto al centro con le mani giunte; a destra c’è una figura femminile, probabilmente la moglie, e a sinistra un personaggio in atto di parlargli, forse un messaggero in atto di riferirgli una delle tante disgrazie che si stavano abbattendo sui suoi beni e sulla sua famiglia. Subito dopo l’uomo della terra di Uz è in piedi, con lo sguardo rivolto al cielo e in orazione, con i sette figli maschi; alle sue spalle c’è una testa femminile frammentaria e velata”[2].
Sempre secondo Fratini, sono rari, nella pittura medievale, i cicli pittorici come quello di Orte, tra questi, “i due più noti si trovano rispettivamente al Camposanto di Pisa, realizzato da Taddeo Gaddi intorno al 1342, e da Bartolo di Fredi nella collegiata di S. Gimignano nel 1367”[3].
La committenza dell’opera è riferibile alla Confraternita dei Raccomandati che aveva sede nella chiesa[4].
[1] S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte sacra di Orte, Orte 2013, pp. 9-10.
[2] Ivi, p. 10
[3] Ibidem
[4] A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]