Busich Renato – Edicolante, Politico (Orvieto, 1920 – Viterbo, 23 mar. 2011)

Era nato in una famiglia di origine slava: il padre insegnava in un istituto religioso di Trieste quando, a causa della sua vicinanza con gli ambienti modernisti, subiva un trasferimento punitivo negli ex territori dello Stato pontificio. Dopo la sua nascita, la famiglia Busich si stabilì definitivamente a Viterbo nel 1934. Egli  approderà all’antifascismo grazie alla figura dello zio, il calzolaio Luigi Mearilli, comunista, confinato, combattente partigiano nella banda Matteotti e in quella di Ferdinando Biferali (Tuscania–Viterbo). Nel periodo resistenziale B. è parte di un gruppo di studenti cospiratori e staffetta per la banda Biferali.

Nel Dopoguerra B. fu Consigliere comunale per il Pci. Per diversi anni è stato titolare della storica edicola di via Roma, nel centro storico di Viterbo. Persona molto colta e poliglotta, ha svolto, tra l’altro, la professione di guida turistica.

Da sempre impegnato nella ricerca storica, il suo contributo più noto è senza dubbio l’articolo Una croce sulla Cassia. Accadde a Viterbo il 12 luglio 1921 (“Biblioteca e Società”, III, 1981, 4, pp. 9-14): la ricostruzione, a sessant’anni dai fatti, della sollevazione del popolo viterbese contro le incursioni fasciste finalizzate a conquistare la città, con la toccante testimonianza di Edmund Czernin – di quei fatti vittima per tragico errore – rintracciato da B. a Salisburgo.

Nel 2009, poiché era tra gli ultimi testimoni dell’epoca resistenziale viterbese, fu eletto Presidente del Comitato provinciale per l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. La sua biografia è documentata in pubblicazioni cartacee e audiovisive.

BIBL. – Morale della favola, Raccontare la Resistenza oggi, a cura di Marco Trulli, Roma, 2009.

[Scheda di Silvio Antonini-Viterbo]