Colonna, Vittoria – Nobildonna, letterata (Marino, 1490 – Roma, 25 feb. 1547).

Nacque a Marino, feudo Colonna, da Fabrizio (1450/1460-1520), Contestabile del Regno di Napoli, e Agnese di Montefeltro. Agnese era figlia di Federico, duca di Urbino, e di Battista Sforza; suo fratello era Guidobaldo. Fabrizio, esponente di maggior prestigio della famiglia, cercò un’alleanza con quella dei d’Avalos, vicina alla monarchia spagnola; a tal fine Vittoria fu fatta fidanzare all’età di 7 anni con Francesco Ferdinando (Ferrante) d’Àvalos (1489-1525), marchese di Pescara, cugino di Alfonso marchese del Vasto. Il 27 dic. 1509 il matrimonio fu celebrato a Ischia, presso la zia dello sposo, Costanza principessa di Francavilla (ca. 1460 – ca. 1541), responsabile dell’educazione del nipote, figlio di Alfonso d’Àvalos e di Diana de Cardona. Costanza instaurò con Vittoria un affettuoso e confidenziale rapporto. Il 6 giugno 1507 aveva sottoscritto, nel palazzo Colonna di Marino, i patti matrimoniali dei due giovani. Il 13 giugno aveva stipulato a Napoli il contratto definitivo, alla presenza del padre della sposa e dello sposo. Tra i testimoni dell’avvenimento si segnalano Matteo d’Aquino, vescovo di Gravina, e Prospero Colonna, duca di Traetto.

Francesco Ferdinando partecipò nel 1511 a una lega antifrancese e cadde prigioniero; la moglie nel frat­tempo frequentò i circoli culturali di Napoli e Ischia e nel 1520 giunse a Roma, per poi recarsi nuova­mente a Ischia. Nel 1525 andò a Marino, nel castello del padre, dove a causa del pessimo clima si ammalò. Il 30 nov. 1525 Francesco Ferdinando morì per i postumi di una ferita riportata nella battaglia di Pavia; Vittoria ricevette la notizia a Viterbo, mentre era in viaggio per raggiungerlo. Sconvolta dall’accaduto, decise di entrare in convento, ma il fratello Ascanio si oppose; nel frattempo le venne concesso il governo di Benevento. Nel 1527 si prodigò alacremente per la popolazione romana in difficoltà a causa del sacco della città. Nel 1530 si recò a Napoli ed entrò in contatto con un gruppo religioso vicino a Juan de Valdés, di cui era membro anche Giulia Gonzaga. Nel 1531 da Ischia si spostò ad Arpino e poi a Roma; qui nel 1532 partecipò alla controversia in atto contro i Cappuccini, difendendoli come portatori di un nuovo spirito di rinnovamento. Nel 1537 si recò a Ferrara, città scossa da alcuni fermenti religiosi, e qui entrò in contatto con alcuni personaggi che avevano aderito alla riforma protestante, fra cui Bernardino Ochino. Il 26 febbraio fu a Bologna, poi a Pisa, a Lucca, sempre al seguito di gruppi protestanti. Nel 1538 vennero pubblicati 153 sonetti da lei composti in varie occasioni.

Vittoria cercò di dirimere la controversia in atto tra la famiglia Colonna e i Farnese favorendo il matrimonio tra Ottavio Farnese, nipote di Paolo III e Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V.

Ma nel feb. 1541, scoppiata la guerra tra le due famiglie, autorizzò i cittadini dei suoi possedimenti ad armarsi. Il 26 maggio i Colonna persero Paliano, loro ultimo baluardo, e alla famiglia vennero confiscati tutti i beni. Vittoria nel frattempo era fuggita a Viterbo, ritirandosi nel convento domenicano di S. Paolo con il suo seguito. Costantemente informata delle sorti della guerra, fu avvisata dal governatore di Orvieto, alleato dei Farnese, della perdita di Paliano; il 4 ago. 1541 si recò a Bagnoregio, dove ricevette la visita del cardinale Reginalde Pole, fautore di istanze di rinnovamento, proveniente da Capranica. Dal mese di ottobre si trasferì a Viterbo, nel convento di S. Caterina, dove il Pole era stato nominato legato dal 12 ago. 1541. Nell’estate del 1544, ammalata, si recò a Roma, nel convento di S. Anna dei Funari, dove strinse una profonda amicizia con Michelangelo; aggravatasi nel 1547, si trasferì nella casa romana di Giuliano Cesarini, marito di Giulia Colonna, e qui morì il 25 febbraio.

Opere  Tra le sue numerose opere poetiche occorre citare Pianto sulla Passione di Cristo e Orazione sull’Ave Maria (Venetia, Paolo Manuzio, 1556); le Rime (Parma, [Antonio Viotti], 1538), raccolta che conobbe numerose riedizioni; Rime spirituali (Vinegia, appresso Vincenzo Valgrisi, 1546); Sonetti in morte dì Francesco Ferrante d’Avalos marchese di Pescara  (ed. del ms. XIII. G. 43 della Bibl. Naz. di Napoli, a cura di Tobia R. Toscano, Milano, Editoriale, 1998). Numerose le raccolte dei suoi fitti carteggi con prestigiosi personaggi dell’epoca, tra cui Michelangelo e i cardinali Pole, Giovanni Morone, Cervini: Rime e lettere di Vittoria Colonna, marchesana di Pescara (Firenze, G. Barbera, 1860); Lettere di Vittoria Colonna tratte da un codice della Capitolar biblioteca di Verona (a cura di Barbara Masutti, Verona, Vicentini e Franchini, 1868); Lettere inedite di Vittoria Colonna marchesana di Pescara ed altri documenti storici relativi ai Colonnesi (Roma, Tip. Barbera, 1875); Nuove lettere inedite di Vittoria Colonna (a cura di Pietro Tacchi-Venturi, Roma, tip. Poliglotta, 1901); Carteggio di Vittoria Colonna marchesa dì Pescara (a cura di Ermanno Ferrero e Giuseppe Muller, Torino, E. Loescher, 1889); Lettere inedite di Vittoria Colonna e Benedetto Varchi (a cura di Abd-El-Kader Salza, Firenze, Tip. pei minori corrigendi, 1898).

BIBL. – Litta, II, Colonna, tav. VII; Carteggio di Vittoria Colonna 1889; Quattro documenti 1901; Colonna 1927; (Orestano 1940, pp. 105-106; Zucchi 1943, pp. 203-206; Bernardy 1947; Ilari 1956, pp. 152-158; Gaspare De Caro, Avalos, Ferdinando Francesco d; in DBI, 4, pp. 623-627; Gaspare De Caro, Avalos, Iñigo d’,in DBI, 4, pp. 635-637; Claudio Mutini, Avalos, Costanza d’,in DBI, 4, pp. 621-622; Giorgio Patrizi in DBI, 27, pp. 448-457 (con ricca bibl. ed elenco completo delle opere); Franca Petrucci, Colonna, Fabrizio, in DBI, 27, pp. 288-293; Lucarelli 1985. pp. 377-389; Pagano – Ranieri 1989; Jung Inglessis 1997, pp. 115-204; Ragionieri 2005.

[Scheda di Barbara Scanziani – Ibimus]