De Fazi Remo – Chimico (Montefiascone 30 ott. 1891 – Viareggio 28 nov. 1979).

Figlio di Ettore e di Maria Fioroni, si laureò in chimica presso l’Uni­versità di Roma nel 1914, ottenendo il diploma in farmacia nel 1919. Abilitato alla docenza di chimi­ca generale nel 1921, nello stesso anno divenne aiu­to di Giovanni Giorgis alla cattedra di Chimica ap­plicata della facoltà di ingegneria dell’ateneo ro­mano; in questo periodo iniziò inoltre la sua colla­borazione con Emanuele Paterno e con Guido Bargellini. Professore straordinario alla cattedra di Chi­mica farmaceutica e tossicologica nell’Università di Messina nel nov. 1928, fu quindi dal 1931 professore ordinario presso l’Università di Pisa, dove subentrò a Camillo Porlezza nella direzione del­l’Istituto di chimica farmaceutica e tossicologica, incarico che avrebbe ricoperto per trenta anni, fino all’ott. 1961. Autore di circa 200 articoli scientifici (raccolti in sei volumi e conservati presso l’Istituto di chimica farmaceutica e tossicologica dell’Uni­versità di Pisa), la sua intensa attività di ricerca spa­ziò su temi quali la sintesi degli indoni, al cui stu­dio fornì forse i suoi contributi più qualificati, i glucosidi e la costituzione chimica della colesterina. Condusse inoltre importanti ricerche sugli effetti delle radiazioni ultraviolette sui saccaromiceti in­sieme al fratello Romolo (Montefiascone 5 ag. 1887 – Roma 29 giugno 1954), chimico industriale specializzato nel campo delle fermentazioni e ri­cercatore presso l’Istituto Pasteur di Parigi. Presi­dente della società italiana di scienze farmaceuti­che, membro dei Consigli superiori della pubblica istruzione e della sanità e socio di numerose acca­demie, il D. fu insignito di numerosi premi e rico­noscimenti, tra cui la medaglia d’oro dei benemeri­ti della Scuola, della cultura e dell’arte e l’insegna di Grande ufficiale della Repubblica. Da lui ha pre­so nome il metodo di ricerca delle aldeidi aromati­che, utilizzato nelle scienze chimiche e fondato sul­la colorazione rosso-violacea che queste assumono in presenza di acenaftene e acido solforico.

Bibl. – L. Cerniti in DBI, 33, p. 680; A. Da Settimo – B. Giannaccini, Necrologio, in http://biblio.unipi.it

[Scheda di Redazione – Ibimus]