Pietro di Giovanni Anastasio di Vitale (detto il Giudice) – Orefice (Viterbo, sec. XV).

L’unica noti­zia biografica è quella riportata dal Pinzi, secondo il quale P. fu, nel 1439, camerlengo degli ospedali di S. Elena e di S. Apollonia. Della sua produzione restano tre opere firmate e datate: il calice e la pa­tena conservati nella cattedrale di Montefiascone (1427), il reliquiario del duomo di Vetralla (1433) e la croce della chiesa del Crocifisso a Celleno (1436).

Si tratta di opere che riflettono il gusto di una personalità sensibile aggiornata sul linguaggio raffinato della coeva produzione senese e abruzze­se. Le scelte tecniche e il repertorio figurativo ri­velano, infatti, la conoscenza di modelli di stampo senese, nonché i rapporti della «scuola» orafa vi­terbese con quella umbra e sulmonese.

BIBL. – Pinzi 1893, pp. 127, 130; Erculei 1896, pp. 67, 88; Faldi – Mortari 1954, p. 81; Bartolozzi – Migliori 1968, I, p. 288, II, p. 161; Andaloro et al. 1975, pp. 27-28; Mortari 1979, pp. 294, 296; Scalabroni 1983, pp. 368-378.

[Scheda di Simona Finardi – Ansl]