Riccio (Ricci),  Giovanni Giacomo — Letterato (Carbognano, Secc. XVI-XVII)

E’ autore di numerosi testi poetici pubblicati tra il 1624 e il 1643 il più conosciuto dei quali (per le numerose riedizioni) fu probabilmente Il maritaggio delle Muse (pubblicato forse già nel 1624 e poi a Orvieto, per Michel’Angelo Fei & Ri­naldo Ruuli, nel 1625 e poi ancora nel 1629 e nel 1633 e ancora nel 1699). E’ detto essere stato poeta cieco e al ser­vizio di Giulio Cesare Colonna duca di Bassanello, poi di Francesco Colonna principe di Carbognano. Accademico umorista (1627), appartenente alla corrente poetica dei marinisti, tra le altre sue opere  si ri­cordano:  Arno e Tebro festanti (Roma, Stampatori Camerali, 1629, scritto per le nozze Barberini-Colonna); Il trionfo d’Amore e d’Himeneo (Roma, Stampatori Camerali, 1629); la com­media La poesia maritata (Roma, appresso Andrea Fei, 1632), contenente rime e poesie in diversi sti­li; L’annuntio delle Muse (Orvieto, per Michel’Angelo Fei et Rinaldo Ruuli, 1625), composto per le nozze del duca Giulio Cesare Colonna con Isa­bella Farnese; I poeti rivali (Roma, appresso Fran­cesco Cavalli, 1632); Diporti di Parnaso (Roma, per Gio. Battista Robletti, 1635); L’oratorio eretto poema sacro di Gio. Giacomo Ricci con altre poe­sie liriche in lode di S. Filippo Neri (Roma, presso Domenico Marciani, 1643).

Bibl.: – S. Sperindei, voce Riccio (Ricci), Giovanni Giacomo in Dizionario storico biografico del Lazio, Vol. III, Roma 2009;

[Scheda di Redazione – Cersal]