Compagnia di San Rocco. Università dei Muratori, Scalpellini, Fornaciari e Picconatori

Già attiva intorno alla metà del XVI secolo, ha avuto sede in una cappellina sotto il titolo di San Rocco, ricavata dal porticato del vecchio ingresso del convento di San Francesco.

Negli anni Ottanta del Cinquecento si trasferisce nella chiesa di Sant’Andrea (in piazza di Sant’Agostino). Con l’unione dell’ospedale di Santa Croce e l’ospedale dei Raccomandati, intorno al 1617, la chiesa è stata assegnata alla Confraternita dei Raccomandati di Santa Maria.

La Compagnia di San Rocco decide così di edificare, all’estremità del piazzale della Rocca, la nuova chiesa di San Rocco. Nel 1733 venne collocato sull’altare maggiore un dipinto murale della Vergine con il Bambino ritenuta miracolosa, staccato da una casetta del borgo di Orte. Il vescovo Giovan Francesco Tenderini (1718-1739), nel 1736 fa dipingere da Pietro Nelli una tela che raffigura San Michele Arcangelo e San Rocco in venerazione della Vergine col Bambino, rappresentata nel miracoloso dipinto murale che è stato incastonato nella tela del Nelli. La pala d’altare è oggi conservata nel Museo d’Arte Sacra di Orte[1]. L’immagine è stata chiamata Madonna della Purità e il titolo è stato in seguito spesso esteso alla chiesa di San Rocco.

La confraternita è documentata fino al 1852. La loro chiesa ha continuato ad ospitare la Confraternita dei Calzolai ed è stata sconsacrata nel 1922[2].

[1]  Archivio Storico Diocesano di Orte, Confr. di San Rocco, Memorie della Madonna della Purità, pp. 1-4..

[2] A. Zuppante, La Compagnia di S. Rocco, in A. Zuppante, E. Angelone, Le confraternite nella Diocesi di Orte, storia, archivi e committenze artistiche (Orte, Bassano in Teverina, Canepina, Chia, San Liberato, Soriano nel Cimino, Vasanello), Viterbo 2026.