Taddeo Di Bartolo, 1420, Madonna Advocata, tempera su tavola a fondo d’oro, cm. 65,7×57,3.
Il dipinto della Madonna Advocata[1] conservato nella chiesa di S. Silvestro ad Orte, raffigura il tema della Madonna orante [Iconclass, 11 F 23 1] e presenta, in basso, l’iscrizione TADEUS DE SENIS PINXIT HOC 1420.
L. Principi descrive il dipinto raffigurante la Vergine avvolta in un Maphorion azzurro, stretto sul petto con la mano destra, che ricopre un velo trasparente posto sul capo, decorato lungo il perimetro da una serie di perline, e una tunica rossa visibile nel braccio sinistro issato e nella porzione dello scollo. In alto a sinistra è presente un Cristo benedicente cinto da una frammentaria schiera di serafini. La tavola a fondo oro è ricca di decorazioni e stampigli che presentano tre tipologie di motivi dominanti. La cornice esterna presenta una punzonatura a forma di fiore a sei petali che troviamo nelle bordure del maphorion, della tunica di Maria e nel nimbo dove è presente una citazione dell’Ecclesiastico (24,24). Un modulo ad archetti trilobati cinge il perimetro interno del dipinto ed è presente anche nell’aureola della Vergine. Infine una stampigliatura a perline si trova nel nimbo del Cristo e nelle bordure degli indumenti della Madonna ad accompagnamento della sequenza a fiori[2].
Datata 1420, l’opera è l’ultima firmata dal pittore Taddeo di Bartolo[3].
Una tradizione “fa risalire il dono dell’Opera a san Bernardino[4]. Nella chiesa cattedrale di S. Maria Assunta la presenza dell’opera è documentata nel XVI secolo[5] ma è probabile una sua antecedente presenza. Risulta poco plausibile l’ipotizzata originaria appartenenza alla Confraternita dei Raccomandati di Orte nella chiesa di S. Giovanni in Fonte sede abbandonata dalla congregazione ben prima del 1420, anno di realizzazione dell’opera” [6].
Nella chiesa cattedrale è documentata dal XVI secolo[7] ma è probabile una sua antecedente presenza[8]. Resta nella cattedrale fino al 1967 quando è trasferita al museo di Arte Sacra di Orte.
L’opera è utilizzata in occasione della festività dell’Assunzione di Maria (14-15 agosto) per il rituale dell’Inchinata. Il rito consiste in uno o più inchini di saluto tra due icone, che si incontrano dopo che una di esse ha percorso processionalmente la città. In genere l’icona della Vergine attende quella del Cristo, come attestato anche ad Orte nel 1908[9]. Mentre oggi, come pure sembrerebbe nel XVI secolo[10] ed è l’Advocata che raggiunge il Redentore, compie un giro di 180° e si mette alla sua destra[11].
Restaurata prima del 1927 da T. Venturi Papari (A. Camilli 1927, p. 29) e poi nuovamente nel 1967 da A. Angelini (L. Mortari 1967, pp. 17-18, cat. 3).
Dal web: Catalogo Cei
[1] Conferenza Episcopale Italiana, 3O-20093.
[2] S. E. Anselmi, L. Principi, Il Museo d’Arte Sacra di Orte, Orte 2013, p. 20.
[3] Ibidem.
[4] D. Gioacchini, Orte, le contrade e i borghi attraverso la “Fabbrica ortana”, Orte 2001, p. 88
[5] ASCO, L. Leoncini, Fabbrica ortana, 4 voll. 1584-1634, vol. II, cc. 141r-142v
[6] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 21.
[7] ASCO, L. Leoncini, II, cc. 141r, 142v
[8] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., p. 21.
[9] ASDO, Visitationes, 36, Visita Ghezzi 1908, p. 15.
[10] D. Gioacchini, A. Greco (a cura di), Statuti della città di Orte, Orte 1981, pp. 216-218
[11] S.E. Anselmi, L. Principi, op. cit., pp. 21-22.
[Scheda di Elisa Angelone – Cersal]