Domenicucci, Roberto – Docente, Antropologo (Nettuno, 23 sett.1944 – Vetralla, 25 ott.2018)

Nasce a Nettuno da Armando e Maria Pia Venanzi,  terzo di tre figli. Amante dello studio, frequenta con profitto il liceo classico, conseguendo la maturità. Si trasferisce a Bagnaia con la famiglia e frequenta la facoltà di Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma. Durante quegli anni muove i primi passi nel mondo dell’insegnamento, presso il Liceo scientifico “Ruffini” e il Liceo classico “Mariano Buratti”.

Nel 1970 si laurea con una tesi di linguistica: “Ricerche sul rapporto tra processi simbolici e comunicazioni linguistiche”. Dopo la laurea insegna materie letterarie presso diverse scuole medie in provincia di Viterbo; in seguito passerà alla dirigenza sempre nella scuola media. Vincitore del concorso per la dirigenza presso gli istituti superiori, inizia la nuova carriera nel 1987. Questa esperienza lo porta in Sardegna, presso il liceo scientifico “Pitagora” di Isili, lasciando di sé un ricordo indelebile tra coloro che lo hanno conosciuto. Successivamente presta servizio presso il liceo scientifico “Cardarelli” di Tarquinia, istituendo, come nella precedente esperienza, la sezione di liceo classico. Dal 1992 fino al pensionamento nel 2005 sarà Preside del liceo scientifico “Ruffini” di Viterbo.

Negli anni della sua Presidenza al “Ruffini”  ha dato un forte impulso alla sperimentazione consentita dalla legge 440/1997 attraverso il progetto “Gymnasion”, con un ampliamento dell’offerta formativa che si espresse con iniziative che trovarono la folta adesione degli studenti e che andavano da una specifica attenzione ad un equilibrato sviluppo psico-fisico alle attività creative del teatro e del laboratorio, da una più puntuale e diffusa conoscenza del patrimonio artistico dell’ambiente di provenienza ad un primo approccio alle tematiche dell’ambiente e del mondo del lavoro. In questo contesto nascono le indagini sulla “Storia della Centrale Enel di Montalto di Castro”, la realizzazione del testo multimediale su “Viterbo e il suo territorio”,  l’interesse per il teatro con la frequenza dei teatri romani e con l’esperienza della messa in scena a Viterbo di opere classiche e contemporanee, lo sviluppo di attività sportive che si coniugavano allo sviluppo della conoscenza dell’ambiente naturalistico e culturale della Tuscia. La comunità del “Ruffini” poi è stata coinvolta in attività di beneficenza come la raccolta di generi di conforto per l’orfanatrofio di Duleby in Bielorussia o la “Pesca” di Natale organizzata con manufatti realizzati da studenti e talvolta anche da docenti e personale dell’Istituto. Durante quegli anni è nata poi l’Associazione Liceo Ruffini-Viterbo, per studenti e loro famiglie, personale docente e amministrativo per iniziative di promozione culturale a vantaggio del territorio e per fornire occasioni di incontro. Negli anni Settanta è tra i fondatori del “Gruppo interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio” collaborando a varie pubblicazioni. È stato presidente dell’Associazione Italiana di Cultura Classica (A.I.C.C.), Delegazione di Viterbo “Raimondo Pesaresi”, dal 2003 al 2011. Dal 1972, anno del matrimonio con Rita Locchi, ha vissuto a Cura di Vetralla. A partire dagli anni Ottanta si impegna in un vivo percorso di approfondimento di fede partecipando attivamente nella evangelizzazione e catechesi di questa comunità. Riceve il ministero di Lettore, contribuisce al bollettino “Parliamone insieme” con articoli nella rubrica “Argomenti di fede”. Negli anni Novanta, si impegna nell’ambito di un progetto promosso dalla parrocchia di Cura a favore dell’accoglienza di gruppi di bambini orfani provenienti dalle zone coinvolte nel disastro nucleare di Cernobyl, presso le famiglie del posto. Da quell’esperienza nasce l’adozione di una bambina nel 2000. Tra le sue pubblicazioni Note su di una ricerca intorno al “Lessico del vignaiolo nelle parlate della Tuscia viterbese”, in “Annali della Libera università della Tuscia; Anno accademico 1973-1974, vol. V, 3-4 (1976), pp. 77-95; Nonno Luigi il canestraro, in “Tuscia”, V, 16 (1978), pp. 19-20; Scuola e cultura materiale. Una esperienza di ricerca nella Scuola Media di Blera, Viterbo, 1980 (con E. Liberati); Rito e spettacolo. Documenti di drammaturgia popolare, Viterbo 1983 con A. Achilli, L. Cimarra, Q. Galli, E. Liberati, F. Petroselli); Senso e significato: l’interpretazione transazionale, in “Il Contributo”, n°. 5-6, pp. 13-26.

Bibl.: http://viterbox.it/rubriche/viterbox_15/in-memoria-di-roberto-domenicucci_814.htm; https://lacitta.eu/cultura/56543-ricordando-roberto-domenicucci-nel-secondo-anniversario-della-scomparsa.html.

[Scheda di Rita Locchi; revisione di Luciano Osbat – Cersal]