Alibrandi – Famiglia (Secc. XVIII-XX)

Originaria di Ocosce, frazione di Cascia, e a Cascia inclusa nella nobiltà locale, stabilitasi a Civitavecchia nella prima metà del sec. XVIII ed ivi rapidamente ascesa, con l’ac­quisto di vasti fondi agricoli e con lo svolgimento di attività commerciali, tra quelle più ricche e importanti. Favorevoli al nuovo ordine repubblica­no degli anni giacobini, gli A. ebbero cariche di ri­lievo: Ilario Francesco (n. 1755) fu senatore del dipartimento del Cimino (1798) e nello stesso anno Flavio fu console a Roma per la Repubblica di Francia. Poiché Civitavecchia resisteva in mano alle forze pontificie, Ilario Francesco abbandonò la città e i civitavecchiesi si rivalsero su suo padre, il possidente Giuseppe (m. 1801), che fu esposto sul­le mura ai proiettili della fazione del figlio e poi fu bandito dalla città con la confisca d’ogni bene. Ma ben presto le milizie francesi riportarono gli A. con tutti gli onori a Civitavecchia.

Sia nel periodo na­poleonico che durante la Restaurazione gli A. eb­bero regolarmente posto nel Consiglio di Civita­vecchia; Pietro Mattia (n. 1787), figlio di Ilario Francesco, fu gonfaloniere nel 1827-1828, nonché presidente della Deputazione «per la scelta de’ Ceti» (1828); il fratello Angelo Antonio (n. 1788) fu a lungo console del Brasile per tutti gli affari ci­vili e commerciali del porto. Per le nozze di Giu­seppe Maria (1805-1865) con la patrizia civitavecchiese Anna Valentini (1808-1847) i loro di­scendenti erediteranno nome e beni della famiglia Valentini; passò così agli A. il bel palazzo ottocen­tesco dei Valentini su via Gregoriana (oggi corso Centocelle), ben restaurato dopo i danni subiti nei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Le maggiori proprietà degli A., oltre alla vigna già Vidau presso le mura, erano a sud di Civitavecchia verso Capo Linaro e l’oggi distrutta Torre Chiaruccia: ampia tenuta con casale sui luoghi dell’antico Castrum Novum, oggi in parte urbanizzati e for­manti il rione A. del Comune di Santa Marinella. Gli A. Valentini sono tuttora presenti a Civitavec­chia.

BIBL. – Vitalini Sacconi 1982, II, pp. 80, 242, 264 (con albe­ro genealogico). Inoltre: Fabbi 1975, p. 89; O. Toti, E. Ciancarini, Storia di Civitavecchia, vol. IV,  Civitavecchia 2000, ad vocem.

[Scheda della Redazione Ibimus; integrazione di Luciano Osbat – Cersal]