Cozza Luzi, Giuseppe – Abate, erudito (Bolsena, 24 dic. 1837 – Ivi, 1° giu. 1905).

Figlio di Loren­zo e di Teresa Battaglia, discendente di una nobile famiglia che nella seconda metà del sec. XV si era insediata nell’Alto Lazio, trascorse i primi 18 anni della sua vita religiosa nel monastero di S. Maria di Grottaferrata, che il priore Accorimboni aveva ri­chiamato all’antico rigore ripristinando tra l’altro lo studio della lingua e della liturgia greca e istituendo dal 1850 un ginnasio per laici. Divenuto monaco a 18 anni, nel 1860 era divenuto sacerdote rimanendo nello stesso monastero e l’11 ott. 1874 il C. ebbe dallo Stato italia­no il titolo di soprintendente della chiesa e del mo­nastero di Grottaferrata, dichiarati monumento na­zionale e affidati alla custodia dei Basiliani per evi­tarne la soppressione ordinata nel 1870, e l’anno successivo ne fu eletto abate.

Nel monastero otten­ne la reintroduzione del rito greco integrale, e inol­tre commissionò importanti interventi di restauro; il suo incarico ebbe termine nel 1882, anno in cui al C. (che dal 1873 era scriptor graecus della Biblioteca Vaticana) venne conferita la carica di vicebibliote­cario. Alla Vaticana, dove ope­rò fino all’apr. 1902, curò le riproduzioni anastatiche del codice Vat. gr. 1209, stampato in due parti (Ro­mae, ex Bibliotheca Vaticana, 1889-1890), del Vat. Gr. 2125, e le due ristampe del codice dantesco Ur­bin. lat. 365, con i bozzetti originali di Giulio Clovio (Romae, ex Bibliotheca Vaticana, 1893-1894). La sua più importante opera scientifica resta co­munque la pubblicazione di alcuni frammenti della Geografia di Strabone (De più antico testo della geografìa di Strabone. Frammenti scoperti in mem­brana palinseste, Roma, M. Armanni, 1884-1898), scoperta dal cardinal Angelo Mai che però non ne comprese l’importanza; con lo stesso Mai il C. collaborò inoltre alla pubblicazione dei volumi VIII (Romae, ex Bibliotheca Vaticana, 1871) e IX (Ro­mae, ex Bibliotheca Vaticana, 1888) della Nova Patrum Bibliotheca.

Studioso di cultura vastissima e di eterogenei interessi, il C. fu autore di numerosi contributi apparsi su vari periodici, dove scrisse su temi disparati, non sempre con rigore scientifico né con sistematicità, fornendo anche importanti contributi alla storia locale, come attesta tra l’altro la fon­dazione della Società storica volsiniense (1886), fi­nalizzata allo studio del passato attraverso ricerche d’archivio e scavi archeologici. Promotore nella sua città di nascita della fondazione della chiesa par­rocchiale del Redentore che fece costruire dopo aver tentato di trasformare in chiesa la Rocca medievale ed aver incontrato la fiera opposizione del Comune, il C. fu autore di studi sul­l’abbazia di Grottaferrata (Documento Romano-Tuscolano dell’anno 1140 per la badia greca di S. Ma­ria di Grottaferrata, Roma, Tip. V. Salvucci, 1898; Panegirico di San Nilo fondatore della badia di S. Maria di Grottaferrata, Roma, Tipografia sociale, 1903), oltre che di saggi storico-archeologici su Bolsena (L’ antico ciborium dell’ ipogeo di Bolsena, s.l., s.n.; Tommaso l’Aquinate a Bolsena ed Orvieto: commemorazione nel sesto centenario del duomo orvietano, Roma, M. Armanni, 1891; La tomba di un neofito orfanello nelle catacombe di Bolsena, Roma, Tip. Polizzi & Valentini, 1902).

Deceduto nel suo palazzo di Bolsena, lasciò in eredità la croce pettorale e altri oggetti preziosi alle chiese della sua città, dove gli è intitolata la biblioteca comunale che conserva preziosi fondi librari donati da lui e da altri membri della sua famiglia.

Bibl.:  — R. Bruti, Volsiniesi e Bolsenesi illustri tra l’età romana e il XIX secolo, Bolsena 2010, pp. 71-75;  V. Peri, voce Cozza Luzi, Giuseppe in Dizionario biografico degli italiani, Vol. XXX, Roma 1984, pp. 547-551; G. Spigarelli, voce Cozza Luzi, Giuseppe in Dizionario storico biografico del Lazio, Vol. II, Roma 2009.

[Scheda di Redazione – Cersal]