Navone, Francesco – Architetto (Roma, 27 mag. 1731- Roma, 17 mar. 1804).

Figlio di Giovanni Domenico (anche lui architetto) e di Teresa Donadei, cominciò la sua attività collaborando con il padre. Attivo a Roma e nel Lazio come architetto camerale, realizzò nella capitale la cupola della chiesa di S. Anna dei Palafrenieri (1745), le cappelle di S. Nepomuceno e della Pie­tà in S. Maria dell’Anima (1778-1788). Nel 1761 effettuò alcuni interventi in S. Maria di Montesan­to; nel 1767 realizzò l’altare maggiore in S. Giu­seppe alla Lungara. Nel 1774, subentrato in luogo dell’architetto frusinate Alessandro Dori, il pro­getto del quale era stato giudicato eccessivamente oneroso, redasse il piano urbanistico di S. Lorenzo Nuovo: nel medesimo anno si diede inizio alla rea­lizzazione del nuovo paese, che ebbe corso durante il pontificato di Pio VI. Il piano elaborato da N. si configura con tratti sorprendentemente moderni, che traevano certamente ispirazione dal clima culturale del­l’epoca: pur ponendo i medesimi elementi del Dori – la piazza, la chiesa, la via Cassia – a cardine del nuovo insediamento, N. dispose al centro del nu­cleo abitativo, traslato lateralmente rispetto alla strada consolare, una vasta piazza ottagona gene­rata dalla «concatenazione di corpi di fabbrica con­tinui […] che chiudono lo spazio come la corte di una fortezza e lo ribaltano verso l’esterno delineando quattro piazze complementari, in un rappor­to di positivo e negativo con quella centrale» (Bor­dini, p. 184).

Nel 1778 fu a Viterbo, ove per inca­rico di Pio VI intervenne sul vecchio palazzo dei Priori (l’odierna Prefettura) che versava in stato di serio degrado: l’edificio venne completamente riat­tato, lasciando integri soltanto alcuni ambienti e porzioni delle mura perimetrali del pianterreno. A Civitavecchia, ove risulta attivo fin dal pontifica­to di Clemente XIV, diede mano ai restauri della fortezza (1779), danneggiata a seguito dell’esplo­sione della polveriera, alla chiesa e alla caserma di S. Francesco. Nel 1780 delineò il progetto della nuova chiesa di S. Maria Assunta a Montalto di Castro e nel 1781 eseguì la ristrutturazione delle due chiese camerali a Castel S. Elia.  Già membro della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon dal 1759, fu ammesso tra gli accademici di merito in San Luca nel 1769. Mori a Roma nel 1804 e suo figlio Giovanni Domenico junior proseguì l’attività del padre lavorando ancora a Civitavecchia, a Montalto, a Allumiere e nell’Alto Lazio.

BIBL. e FONTI. – AASL, vol. 52, ff. 140v, 142v, 144. ASR, Collezione disegni e mappe, I, cartella 100, nn. 79-82; Ca­merale III, bb. 1208, 2200-2212; ivi, Buon Governo, II, bb. 4223-4224. San Lorenzo Nuovo, Arch. Com., c.n.n.; Arch. Parr. c.n.n. — Moroni, XII, p. 147, XIII, p. 310, l, p. 192; Thieme – Becker, XXV, p. 367; Bordini 1971; Munari 1975; Guida TCI Lazio 1981, p. 356; Sgarbi 1991, p. 181; Galeotti 2002, p. 516.

[Scheda di Raffaella Catini – Ansl; integrazione di Luciano Osbat – Cersal]