Bovieri, Giuseppe Maria — Vescovo (Ceccano, 22 apr. 1800 – Montefiascone, 22 apr. 1873).
Figlio del notaio Angelo, studiò al Seminario diocesano di Ferentino e lì fu ordinato sacerdote il 27 ott. 1822. Si trasferì poi a Roma per seguire i corsi di teologia e conseguì il dottorato ad honorem alla Sapienza nel luglio 1830; intraprese poi gli studi giuridici conseguendo il titolo in utroque iure il 15 giugno 1838. Entrò in prelatura come cameriere segreto di Sua Santità e protonotaro apostolico partecipante. Chiamato dal nunzio in Svizzera, Pasquale Gizzi, trascorse a Lucerna ventitré armi, dapprima in qualità di uditore e poi d’incaricato d’affari per la Santa Sede. Le tensioni tra la Chiesa di Roma e i diversi Cantoni erano in quel periodo particolarmente forti, tanto che la politica del nunzio era ferma su una posizione di netto rifiuto di ogni concessione. Rientrato a Roma nel 1843, fu di nuovo a Lucerna nel 1845, quale collaboratore del nunzio Alessandro Macioti subentrandogli nel 1848, quando Macioti fu richiamato a Roma dopo la guerra del Sonderbund e la creazione della Confederazione Elvetica. B. assunse di fatto la responsabilità della nunziatura seppure formalmente non mutò la sua qualifica di incaricato d’affari, testimoniando la posizione di rifiuto da parte della Santa Sede della Costituzione federale del 1848. Nel 1864, per motivi di salute, fu autorizzato a rientrare a Roma.
Nominato vescovo di Montefiascone il 22 feb. 1867, fu consacrato a Roma dal cardinal Clarelli Paracciani il 24 marzo successivo. Tra i primi atti ufficiali è una Epistola pastoralis ad clerum et populum civiatis et dioecesis Montisfalisci (Romae, 1867) che è un programma del suo governo della Diocesi. Nel 1868 annunciava con un editto la I^ visita pastorale e nel 1871 un nuovo editto per la 2^ visita pastorale. Ogni Quaresima aveva visto la pubblicazione di un manifesto con gli indulti tradizionali. Nel 1869 un suo Editto per la dottrina cristiana (Montefiascone, Tip. del Seminario, 1869) con il quale disponeva una severa organizzazione dell’insegnamento della dottrina in ogni parrocchia molto impegnativo per i parroci, aveva provocato un aperto dissidio con una parte del clero diocesano, che arrivò a far giungere a Roma un ricorso contro il vescovo mentre questi partecipava al Concilio Vaticano I.
Fu sepolto nella chiesa di S. Maria del Riposo a Montefiascone; in seguito ai danni provocati all’edificio dalla Seconda guerra mondiale, le spoglie furono traslate nella cattedrale di Montefiascone nel 1952 duomo .
BIBL. e FONTI – Cedido, Archivio dell’antica Diocesi di Montefiascone, Serie “Vescovi” cartelle Bovieri, Fld. n. 16 e 17 (con ricca documentazione anche del periodo precedente all’episcopato); Serie “Visite pastorali”, Fald. XXVI-XXVII; Pocino 1961, p. 78; Bellone 1966, pp. 44-52 (con bibl. e rif. alle fonti d’archivio); HC, VII, p. 393; D. Cruciani, L. Mezzetti, Storia dei vescovi di Montefiascone, Montefiascone 1987, pp. 169-172.
[Scheda di M. Giuseppina Cerri – Isri; integrazione di Luciano Osbat – Cersal]