Stendardi Eraclio – Storico (Ischia di Castro,  8 dic. 1884 – ivi 27 lug. 1959).

Proveniente da una famiglia di fede cattolica, fu avviato alla vita ecclesiastica dallo zio materno, monsignor Giuseppe Costantini, arcivescovo, elemosiniere e maestro di camera pontificio. S. fu ordinato sacerdote nel 1907 ad Acquapendente, divenendo viceparroco a Farnese; si diffuse a Firenze nel 1911 dove rimase fino al 1928. Ivi si affermò, oltre che come predicatore, come giornalista sotto lo pseudonimo di Alarico De Tendris. Dette alle stampe alcuni opuscoli: La bestemmia. Offesa contro la Religione e contro la civiltà e Le questioni scolastiche . Sull’esame di stato e la libertà della scuola .

Collaborò con i giornali cattolici «Il Corriere d’Italia», «L’Avvenire», «L’Unità Cattolica» al fianco di Giovanni Menara ed Ernesto Calligari. Svolse la sua attività di predicatore nell’Italia centrale, in Sardegna e in Calabria. Ivi, la memoria dei miracoli di san Francesco di Paola lo ispirò a scriverne una particolare biografia semplice e amena ne I Fioretti di Frate Minimo (Alba, 1926; 2^ ed. ampliata e corretta Montalto Uffugo

[Cosenza], Ardore, 1957). Frequentò i circoli letterari, scientifici e politici di Firenze, divenendo amico, tra gli altri, di Eliseo Battaglia, Giovanni Papini, Grazia Deledda, Giovanni Gronchi. Negli stessi anni promosse l’«Opera pro derelictis» per assistere materialmente e spiritualmente la gioventù abbandonata (istituzione chiusa dallo Stato nel 1994) e fu cappellano nel riformatorio minorile femminile delle Murate.

Pur lontano dalla sua Ischia di Castro, vi promosse iniziative in onore di Antonio Canova (1922, rivendicando il marchesato conferito allo scultore da Pio VII), del poeta marchigiano Annibal Caro, che ivi visse al seguito del Cardinal Farnese e dell’umanista Gandolfo Porrino, che scelse Ischia come sua stabile residenza. Dal 1928 S. tornò come parroco ed economo spirituale nel suo luogo natale, richiamato dal vescovo di Acquapendente, monsignor Tranquillo Guarneri. Ivi provvide ad ampliare il santuario di Castro e la collegiata, a sistemare la cappella del SS. Sacramento ea restaurare la chiesa della Madonna del Giglio e la strada che vi conduce. Contribuì in modo determinante alla liquidazione a favore del Comune delle tenute del «Vepre» e dei «Colli» e al loro acquisto da parte della Cassa per la formazione della piccola proprietà contadina; le terre furono assegnate a cento famiglie contadine che le bonificarono e migliorarono. Non mancò il suo aiuto alla popolazione durante la Seconda guerra mondiale. Il suo impegno fu riconosciuto sia dalla popolazione, che lo festeggiò nel mese di giugno 1957, nella ricorrenza dei cinquant’anni di sacerdozio, sia dal vescovo di Acquapendente e Montefiascone, che nel 1958 lo nominò canonico della cattedrale, sia dal papa Giovanni XXIII, che lo nominò suo prelato domestico. Fu anche ispettore onorario delle Antichità e Belle Arti. La sua collaborazione fu infatti importante per numerose scoperte archeologiche nel territorio di Castro e per la costituzione dell’Antiquarium «Pietro Lotti». Questi suoi meriti furono sottolineati nella presentazione della seconda edizione delle Memorie dall’allora sovrintendente per l’Etruria meridionale, R. Bartoccini (1958); i numerosi reperti archeologici, neolitici ed etruschi, che aveva collezionato furono donati dai suoi fratelli ed eredi al detto Antiquarium, costituendone parte del nucleo originario. Ma la sua opera maggiore fu la raccolta di memorie su Castro ( Memorie storiche della città distrutta di Castro , Viterbo, tip. Fratelli Quatrini, 1959, 2^  ed. 1969) e sui suoi uomini illustri. A Ischia di Castro gli è stata dedicata una piazza. 

In anni recenti un parente di don Eraclio ha ritrovato il dattiloscritto che egli aveva completato dopo il suo ritorno ad Ischia di Castro e che aveva intitolato “Vita spensierata di oltre mezzo secolo fa. Racconti di uomini della Maremma”. Il dattiloscritto è stato dato ora alle stampe (Don Eraclio Stedardi, Novelle. Vita spensierata di oltre mezzo secolo fa e Racconti di uomini della Maremma , a cura di Eraclio Tozzi, Torrazza Piemonte, Amazon Italia Logistica Srl, [2026]). Sono novelle che parlano della vita quotidiana a Ischia di Castro e di personaggi e luoghi della Maremma tra Ottocento e Novecento. La cura nella scrittura ei temi scelti fanno pensare a scritti destinati alla pubblicazione (forse don Eraclio pensava alle riviste dei suoi amici fiorentini con i quali aveva mantenuto i rapporti dopo il suo ritorno a Ischia di Castro).

Bibl.: – Notizie biografiche sono tratte in parte dalla presentazione, a cura di Gabriele Tozzi, alla 2ª ed. del libro di S., Ischia di Castro. Memorie storiche , Ischia di Castro, Comune, 1969 e in parte dal volume Novelle , a cura di Eraclio Tozzi; O. Sartori, voce Stendardi Eraclio in Dizionario storico biografico del Lazio, vol. III , Roma 2009, pag. 1837.

[Scheda di Redazione – Cersal]