CostagutiFamiglia (Roccalvecce, secc.  XVII- XX)

Questa famiglia originaria di Genova si lega a Viterbo con vincoli di parentela e per interessi economici che si sviluppano a partire dal secolo XVII. Nel 1628 Ascanio Costaguti, già appaltatore generale delle Cancellerie dello Stato pontificio, otteneva l’appalto della Cancelleria di Viterbo e della Provincia del Patrimonio a partire dal 1° gennaio 1629. Nel 1644 Prospero Costaguti acquistava il castello di Sipicciano da Taddeo Barberini; lo stesso Prospero, nel 1642, aveva acquistato gran parte del feudo di Roccalvecce già appartenuto alla famiglia Gatti di Viterbo. Figlio di Prospero è Vincenzo Costaguti (1612-1660), dal 1643 fatto cardinale da papa Urbano VIII; ed è figlio del secondo matrimonio di Prospero anche Giovan Battista Costaguti (1636-1704) fatto cardinale nel 1690 da Alessandro VIII.  Nel 1645 i Costaguti ottennero il titolo di marchesi sulla base del possesso di Sipicciano e di Roccalvecce. Nel 1659 i Costaguti risultavano avere in affitto un palazzo a Viterbo davanti al Monastero della Pace: a quella data Luigi Costaguti aveva sposato Maria Maidalchini e i suoi figli erano stati cresimati dal cardinale Francesco Maria Brancaccio mentre nel 1663 due figlie loro erano educande nel Monastero di Santa Rosa. Il marchese Luigi, che nel 1658 aveva acquistato il palazzo di San Giorgio posto nella piazza di Sant’Ignazio, morirà nel 1664 e sarà sepolto a Viterbo nella chiesa di San Francesco: nel 1703 sarà fatto l’inventario dei beni mobili e delle suppellettili di quel palazzo che in quella data risultava disabitato.

Nel 1803 Maria Anna Costaguti di Ascanio andava sposa al marchese Clemente Muti Bussi di Giovan Paolo, nobile viterbese e romano: la nobildonna organizzò la raccolta delle memorie delle case Bussi e Muti, carteggio ora raccolto nell’Archivio Bussi Pocci di Viterbo. Vincenzo Costaguti nel 1878 aveva acquistato il palazzo già Sterpini sul piano della Trinità e lo faceva ristrutturare. Nel 1894 Francesco Costaguti risiedeva in questo edificio quando, di ritorno da una battuta di caccia, ebbe un incidente mortale. Ereditò i beni di Francesco il fratello Ascanio che aveva sposato Clotilde Gallarati Scotti. Da questo matrimonio nasceva Maria Matilde che nel 1902 sposerà il marchese Pietro Afan De Rivera dando vita alla linea Afan De Rivera-Costaguti ancora oggi presente. Ai primi del Novecento il Comune e l’Università agraria di Roccalvecce sostennero una battaglia legale per vedere riconosciuti i diritti di uso civico su quei territori che erano di proprietà dei Costaguti. Ai Costaguti appartiene ancora il castello di Roccalvecce e il Palazzo in Piazza Mattei a Roma.

BIBL. – N. Angeli, Famiglie viterbesi. Storia e cronaca. Genealogie e stemmi, Viterbo 2002, pp. 178-180.

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]