Farnese, Ranuccio Il Vecchio – Condottiero (Sec. XIV – 10 ago. 1450)

Era figlio di Pietro Bartolomeo e di Pentasilea Dolci dei conti di Corbara e crebbe negli anni in cui i Farnese erano impegnati su diversi fronti per difendersi e farsi spazio tra le signorie degli Orsini e dei Prefetti di Vico. Nel 1395 una violenta ribellione degli abitanti di Ischia, che era un castello soggetto ai Farnese, provocò la morte di alcuni fratelli del padre. E’ in questo clima che egli cresce e continua la tradizione delle armi alla scuola del padre e dello zio Pietro Bertoldo. Combatté con non molta fortuna al servizio di Siena e di Firenze e questo lo convinse ad occuparsi principalmente delle questioni relative ai feudi nell’Alto Lazio. 

Gregorio XII gli rinnovò l’investitura di Vicario e Governatore del Castello di Latera nel 1408. Martino V gli confermò privilegi e infeudazioni pregresse e gli concesse nel 1422 il castello di Piansano, Eugenio IV lo investì di responsabilità nella guerra da lui intrapresa contro il baronaggio ribelle. Nel 1431, insieme con Everso di Anguillara, prese e distrusse il Castello di Vico, successivamente fu sotto il comando di Giovanni Vitelleschi. I servigi offerti al papa e i crediti che aveva accumulato nei confronti della sede apostolica gli consentirono dopo il 1431 di ottenere il vicariato perpetuo su Valentano e Latera e successivamente anche di Marta e di Montalto e di altre terre. Le rendite che riscuoteva per i diritti signorili, per le vendite di grano, per gli interessi sui prestiti fatti gli consentirono di investire tali risorse in titoli del debito pubblico (non solo pontificio) e quindi di allargare la rete delle alleanze.

Il suo matrimonio con Agnese Monaldeschi rinforzò i suoi legami con Orvieto mentre aveva consolidato la sua posizione a Viterbo e a Roma. Nel 1448 fede erigere sull’Isola Bisentina il Mausoleo destinato a diventare il sepolcro della famiglia. Nel 1450, redigendo il testamento poco prima di morire, lasciava al fratello Bartolomeo i diritti su Latera e Farnese mentre trasmetteva ai figli i possessi di Ischia e di tutti i luoghi tra il Lago di Bolsena e il Mare che formeranno poi il Ducato di Castro.

BIBL. – DBI, vol. 45, pp. 141-144; B. Caprio, I Farnese del ramo di Latera e Farnese, Grotte di Castro 2018, pp. 35-49; I. Ciampi, Cronache e statuti della città di Viterbo, Bologna 1976, ad indicem.

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]