Gouzy Tartufari, Clarice – Scrittrice (Roma, 11 feb. 1861 – Bagnore di S. Fiora, 2 set.  1933)

Figlia di Giulio Gouzy (giovane svizzero convertitosi al cattolicesimo che fu nello Stato pontificio in qualità di ufficiale dell’esercito papale) e della contessa Maria Luigia Servici di Novilara (Pesaro) era nata l’11 febbraio 1861, seconda di tre figli tutti nati a Roma dove la famiglia Gouzy si era trasferita. Tra il 1867 e il 1868 perde entrambe i genitori e allora i tre fratelli si trasferiscono a Novilara sotto la cura del nonno Luigi Servici dove Clarice rimane sino ai dodici anni quando si sposta a Pesaro dove continua la sua formazione con lezioni private. Prende il diploma di maestra e poi si trasferisce a Roma dove frequenta l’Istituto superiore di Magistero diplomandosi in Lettere e Storia. Nel 1882 sposa Vincenzo Tartufari, un giovane di Osimo che è impiegato di banca e la giovane famiglia si trasferisce stabilmente a Roma e qui nasceranno i figli Maria Luisa e Filippo. E’ nel vivace contesto della Roma di fine Ottocento che Clarice comincia a pubblicare novelle, poesie, romanzi e commedie che faranno di lei una delle autrici più seguite nella nuova leva degli scrittori italiani.

Molti dei suoi romanzi sono ambientati nella Tuscia, in particolare a Orvieto (Il miracolo, Roma 1909), Viterbo (All’uscita del labirinto, Bari 1914), Oriolo e Bracciano (Il dio nero, Firenze 1921), Bagnoregio e Civita di Bagnoregio (Il mare e la vela, Firenze 1924), Torre Alfina (Ti porto via!, Milano 1933), luoghi che Clarice aveva conosciuto nel corso delle sue vacanze estive che la portavano fuori Roma e che descrive con attenzione ai particolari e, in alcuni casi, anche alle persone che aveva conosciuto in quegli anni. Tra queste a Bagnoregio c’era stato Bonaventura Tecchi che Clarice deve aver conosciuto prima del 1924 e con il quale manterrà corrispondenza fino al 1932.

BIBL. – L. Vergaro, Clarice Tartufari. Una scrittrice dimenticata. Lettere a Bonaventura Tecchi. Un carteggio inedito di Clarice Tartufari, Acquapendente, [2021]

[Scheda di Luciano Osbat – Cersal]