Bussi Giovanni Battista – Cardinale (Viterbo, 29 gen. 1755 – Benevento, 31 gen. 1844).

Figlio del­la contessa Olimpia Melchiorri e del conte Dome­nico, discendente da antica e facoltosa famiglia del patriziato viterbese che aveva dato alla Chiesa i car­dinali Giovanni Battista e Pierfrancesco; dopo gli studi nel Seminario di Viterbo, nel 1780 conseguì alla Sapienza di Roma la laurea in utroque iure. Terminò la formazione giuridica affiancando gli av­vocati Giovanni Battista Quarentotti, votante della Segnatura di Giustizia, Nicola Riganti e Francesco Mattei. Nel 1781 ricevette la tonsura (13 gennaio). Nel marzo dello stesso anno fu nominato referen­dario e a set. del 1782 ricevette l’ordinazione sa­cerdotale. Fu prelato domestico, ponente del Buon Governo e, dal giugno 1795, segretario della Con­gregazione delle Indulgenze.

Pio VII gli conferì nel 1800 l’incarico di governatore di Viterbo e con motu proprio del 9 feb. 1801 lo nominò uditore di Rota. A Viterbo, in realtà, Bussi era governatore già dal luglio 1799 quando la popolazione, resistendo alla Repubblica Romana e alle truppe francesi, gli aveva affidato il governo della città. Reggente del­la Penitenzieria Apostolica dal 29 giugno 1809, fu arrestato il 15 luglio dalle autorità francesi per es­sersi rifiutato di prestare il giuramento di fedeltà a Parigi. Imprigionato a Castel S. Angelo, venne ri­lasciato dopo due giorni. Alla fine di agosto egli subì un nuovo arresto; dapprima fu disposto un do­micilio coatto presso la sua abitazione, poi depor­tato a Parigi, dove rimase fino alla restaurazione. Al ritorno a Roma fu nominato dal Cardinal Rivarola presidente della Commissione degli Ospedali della città di Roma e riprese appieno le sue funzio­ni nel Tribunale rotale e alla Penitenzieria (in que­sto dicastero fu confermato Gran penitenziere il pri­mo maggio 1815). Nello stesso anno fu consultore della Congregazione dei Riti. Nel 1823 fu nomina­to uditore generale della Camera Apostolica (10 marzo).

Fu il primo cardinale nominato da Leone XIII, che lo insignì della carica di cardinale prete col titolo di S. Pancrazio dal 24 maggio 1824; fu ascrit­to a numerose congregazioni (Vescovi e Regolari, dell’Immunità, della Fabbrica di S. Pietro, del Buon Governo). Il 3 maggio 1824 fu nominato arcive­scovo di Benevento, carica che conservò fino alla morte. Fu sepolto nel duomo di Benevento; nel te­stamento, dispose che tutti i suoi beni fossero de­stinati al Seminario di Viterbo.

BIBL. – Moroni, VI, pp. 172-173; Tamburini 1973, pp. 188-­189, n. 24; Weber 1994, pp. 434, 530-531; Boutry 2002, pp. 325-326 (con bibl. e rif. alle fonti d’archivio); Angeli 2003, pp. 81-82 (sulla famiglia pp. 85-89).

[Scheda di M. Giuseppina Cerri – Isri]