Passeri Giovanni Battista – Erudito, antiquario (Farnese, 10 nov. 1694 – Pesaro, 4 feb. 1780)

Ap­partenente a una famiglia originaria di Pesaro, fi­glio di Domenico e di Anna Maria Evangelista da Farnese, si trasferì a Roma nel 1707 e qui venne av­viato dal padre allo studio della giurisprudenza, avendo come docenti il padre gesuita Giulio Vitelleschi e il letterato e giurista Gianvincenzo Gravi­na. Appassionatosi all’archeologia proprio in se­guito al suo soggiorno romano, fu poi a Todi e quin­di si trasferì a Pesaro assecondandovi gli stessi in­teressi, sebbene continuasse a esercitare la profes­sione di avvocato.

Socio di numerose accademie italiane (quali l’Arcadia e la Quirina di Roma, la Colombaria e la Crusca di Firenze, l’Etrusca di Cortona) e straniere (tra cui quelle di Olimutz e Londra) e fondatore nel 1730 con Annibale Degli Abbati Olivieri di quella pesarese, ebbe il titolo di antiquario del Granduca di Toscana. Sposatosi nel 1726 con la bergamasca Margherita Giovannelli, da cui ebbe quattro figli, e rimastone vedovo nel 1738, quattro anni più tardi prese i voti e quindi ri­coprì la carica di vicario generale di Pesaro e di protonotario apostolico.

Tra il 1740 e il 1742 pubblicò le Lettere roncagliesi nelle quali si dà la spiega­zione di aliquanti monumenti italici antichi, edite a Venezia per Simone Occhi, in cui ripercorre il suo corso di studi fin dall’adolescenza sotto la guida dell’abate Giuseppe (ovvero Gioacchino Valeri), suo maestro e parente, allora preposto della chiesa bolsenese. Nel giugno 1756, come egli stesso ebbe a precisare nella presentazione dell’opera Della sto­ria de’ fossili dell’agro pesarese, e d’altri luoghi vi­cini (la seconda edizione venne pubblicata a Bolo­gna, nella stamperia del Longhi, nel 1775), compì un viaggio per alcuni luoghi del Montefeltro.

Di­venuto uno dei maggiori conoscitori della cosid­detta «etruscheria», collaboratore del Museum Etruscum di A. F. Gori di cui dopo la morte ultimò il Thesaurus veterum diptychorum (Florentiae, ex typographia Caietani Albizzini, 1759), fu autore di numerosi interventi su antichità etrusche e italiche, tra i quali occorre ancora citare: Lucernae fictiles Musei Passerii (Pisauri, in aedibus Gavelliis, sumtibus Academiae Pisaurensis, 1739-1751); Thomae Dempsteri libros de Etruria regali paralipomena, quibus tabulae eidem operi additae illustrantur. Accedunt dissertationes de re nummaria Etruscorum, de nominibus Etruscorum, et notae in tabulas Eugubinas (Lucae, typis Leonardi Venturi­ni, 1767), integrazione dell’opera di T. Dempster De Etruria regali; Picturae Etruscorum in vasculis nunc primum in unum collectae explicationibus, et dissertationibus inlustratae a Joh. Baptista Passerio (Romae, ex typographio Johannis Zempel, sumptibus Venantii Monaldini bibliopolae, 1767-1775); Novus thesaurus gemmarum veterum ex insignioribus dactyliothecis selectarum cum explicationi­bus (Romae, sumptibus Venantii Monaldini biblio­polae, 1781-1788).

Morì cadendo in un burrone nei pressi di una villa di sua proprietà ubicata nelle vi­cinanze di Pesaro. A Farnese gli è stata intitolata una via.

BIBL.- Maylender, V, p. 485; Lombardi 1988, pp. 274-293; Ulrico Agnati, Per la storia romana della provincia di Pesa­ro e Urbino, Roma, L’Erma di Bretschneider, 1999, pp. 223-­225; Chiarlo 2001, pp. 177-194; Losito 2001, pp. 49-56.

[Scheda di Simona Sperindei – Ibimus]